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VIDEO | Casapound, Di Stefano: "Minniti indaghi sui nostri rapporti con clan Spada"

Conferenza stampa nel pomeriggio di oggi, giovedì 10 novembre, nella sede di Casapound Italia di via Napoleone III con la quale il movimento di estrema destra prova a prendere le distanze dal clan Spada: "Il Ministro indaghi su di noi, se accerta il voto di scambio tra noi e Spada allora Casapound si scioglierà"

 

"Adesso basta con questa campagna diffamatoria contro di noi - dice Simone Di Stefano, vice presidente di Casapound Italia. E riferendosi all'aggressione subita dalla troupe televisiva di Nemo: "Condanniamo le violenze - continua Di Stefano -, ma noi possiamo predere le distanze solo da atti fatti dai nostri dirigenti o dai nostri militanti. Roberto Spada non è nemmeno un nostro iscritto".

"Quel post è stato interpretato come un appoggio degli Spada alla nostra corsa per il municipio X - spiega Luca Marsella, neo eletto consigliere a Ostia candidato alla cairica di presidente municipale - una foto scattata quasi due anni fa durante una festa organizzata per il quartiere Nuova Ostia, abbandonato dalle istituzioni da sempre".

E ai giornalisti che lo incalzano per ottenere una "totale condanna nei confronti di Roberto Spada", Marsella si limita a rispondere: "Questo è compito della magistratura, abbiamo già detto che siamo contro ogni organizzazione mafiosa".

A fine conferenza stampa anche le indicazioni di voto in vista del turno di ballottaggio il prossimo 19 novembre: "Diciamo ai nostri elettori di andare al mare, anche se il tempo è brutto - conclude Marsella -. Casapound non appoggia nè i Cinque stelle, nè tanto meno il centrodestra guidato da Monica Picca".

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