Casal Bruciato, il quartiere abbandonato muore di freddo: "Ci stanno togliendo la dignità"

Via Satta, via Facchinetti, via Angeli focolai della rabbia della zona dove, spenti i riflettori della protesta anti rom, tutti sono spariti

Le foglie sulla piazza, i ceppi di alcuni alberi caduti nel corso del tempo e mai rimossi, la pavimentazione dissestata. In alto la scritta Buon Natale dal Municipio IV. "Sembra una presa in giro", sorride rassegnato Silvio, 70enne abitante delle case popolari di via Satta. Già, perché qui a Casal Bruciato, quartiere tra i più densamente popolati della Capitale e con un tasso di indigenza senza pari, la sindaca si è vista solo di recente per tagliare il nastro della nuova illuminazione di Piazza Balsamo Crivelli

Un'inaugurazione condita dalla contestazione e dalla rabbia dei cittadini che in questi giorni monta ora dopo ora. Colpa dei termosifoni, spenti in gran parte delle case gestite dal Comune di Roma, per i quali i residenti sono scesi in piazza già tre volte. Via Facchinetti, via Satta, via  Angeli sono i focolai dell'indignazione, contrappasso del consenso che qui, in quella che storicamente è stata roccaforte del centrosinistra, il M5s ha raccolto nel 2016. Sabato in particolare, a portare in piazza i cittadini, sono state le dichiarazioni della presidente del IV municipio Roberta Della Casa che, dalle colonne de Il Messaggero ha paventato il sabotaggio dietro i guasti alle caldaie. 

"Non voglio parlare di malafede continua la presidente del IV Municipio -  ma quando la ditta è intervenuta su altre situazioni e gli impianti sono ripartiti il giorno seguente andavano di nuovo in blocco".

Dichiarazioni come benzina sul fuoco per i cittadini: "Ma come si fa a pensare che, nelle condizioni in cui siamo, noi da soli andiamo a guastare le caldaie?", afferma Alessio de La Casa del Popolo di via Satta. "Per cosa poi? Per vivere al freddo? Ma perché la presidente non viene a vedere quella che è la situazione". Il quadro è presto detto: in via Facchinetti due palazzi del comune sono al freddo. In via Diego Angeli situazione in miglioramento, ma con molte segnalazioni di cattivo funzionamento. In via Satta su quattro scale, due hanno i termosifoni a singhiozzo, gli altri sono al freddo. E proprio qui i cittadini ci mostrano le tubature saltate, la toppa, ben evidente, che non ha retto e che ha provocato una nuova rottura. Contatori aperti, l'acqua che tracima dai tubi e il marciapiede che si bagna. 

Niente riscaldamenti nelle case del Comune: i soldi per le manutenzioni non bastano, le periferie battono i denti

"Ci siamo abituati", allarga le braccia Silvio che vive qui da sempre, dal 1975 da quando fu spostato dal Borghetto Prenestino. "Ho visto queste case nascere, sono come sono state costruite e so altrettanto bene che in questi 40 anni, a parte una tinteggiata 20 anni fa, nessuno ha mai fatto nulla. La parola manutenzione non la conosciamo". Guai a parlare di morosità: "Qui paghiamo tutto, anche quello che non ci viene fornito. Siamo obbligati a farlo proprio perché le istituzioni non aspettano altro che additarci come scrocconi". Il risultato della manutenzione assente è sulle mura dei palazzi e all'interno delle case, con soffitti e controsoffiti pieni di infiltrazioni e muffa. "Gli ascensori? Ormai non sappiamo cosa sono", racconta ancora Silvio. "Quest'estate una ragazza disabile ha dovuto attendere 6 ore per poter rientrare a casa ed è riuscita a farlo solo grazie all'intervento dei vigili del fuoco". 

Fuori dai palazzi, nel cortiletto adiacente la Casa del Popolo, delle giostrine per i più piccoli. Spiega Alessio: "Ci abbiamo pensato noi, abbiamo fatto quello che potevamo, è una goccia nel deserto, ma almeno è qualcosa". Da sei mesi qui, in via Satta, la Casa del Popolo è un presidio che prova a rispondere alle esigenze del quartiere: "Organizziamo incontri, facciamo dopo scuola per i bambini, puntiamo alla socialità del quartiere, proviamo ad offrire piccole soluzioni a ciò che non va", raccontano gli attivisti. "E' poco", confessano, "ma rispetto al nulla delle istituzioni è tantissimo".

Sullo sfondo delle giostrine cumuli di rifiuti, offerti alla vista dei bambini. "La Della Casa parla di sabotaggio, ma poi qui nessuno l'ha vista", raccontano i residenti. "Perché non viene a dircelo mentre raccogliamo i rifiuti e proviamo a pulire le strade che dovrebbe pulire lei? Magari capirebbe come si vive qui".

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"Ci stanno togliendo anche la dignità", spiega un 90enne sulla sedie a rotelle. "Da giorni siamo al freddo, vivendo con due tre coperte per non morire dal freddo". In strada colpisce la presenza di anziani e disabili. Dal megafono gli attivisti de La casa del Popolo urlano di scendere e di protestare insieme. Quando chiediamo delle poche presenze ci confessano: "Qui la gente è rassegnata. La povertà ormai la viviamo sui nostri corpi, diventa depressione ed è ovvio pensare che protestare non serve a nulla. A maggio, dopo l'arrivo della famiglia rom e la sfilata delle forze politiche le istituzioni avevano promesso interventi, di curare le tante ferite aperte. Spenti i riflettori nessuno li ha visti e le ferite se possibile si sono allargate". E il Pd tornato a Casal Bruciato?: "Zingaretti è venuto due volte per fare lo show, per le elezioni europee", raccontano ancora "e poi è sparito. Non muovono un dito. Su questa vicenda dei termosifoni spenti chi li ha visti? Si è mosso qualche attivista di Fratelli d'Italia venuto qui per un'ora, per fare lo show, scattare due foto per la stampa e poi andarsene. I problemi però restano e dobbiamo conviverci noi". 

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