Casa, sottoscritti i nuovi accordi territoriali per l'affitto a canone concordato

Castiglione: "Inconcepibile fossero fermi al 2004"

Roma ha nuovi accordi territoriali per la stipulazione dei contratti di affitto a canone concordato sul territorio comunale. Depositati questa mattina presso il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale, sono stati sottoscritti dalle sigle Appc, Arpe, Asppi, Confappi, Confedilizia, Uppi, Ania, Federcasa, Sai Cisal, Sicet, Sunia, Uniat Aps Lazio e Unione Inquilini. 

Il deposito, scrive in una nota il Campidoglio, giunge a seguito dell’iter avviato su impulso dell’assessorato Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale, che nel maggio scorso ha convocato le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini maggiormente rappresentative a livello locale chiedendo di mettere in atto le azioni necessarie al fine di rinnovare i precedenti accordi territoriali, fermi al 2004. 

"Gli accordi territoriali per i contratti di affitto a canone concordato sono uno strumento fondamentale e non era concepibile che i parametri fossero ancora fermi al 2004" il commento dell'assessora Rosalba Castiglione. "Perciò abbiamo dato un fondamentale impulso affinché si avviassero le interlocuzioni tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini maggiormente rappresentative a livello locale e si arrivasse nel minor tempo possibile al deposito dei nuovi accordi. L’impegno dell’Amministrazione su questo fronte è massimo. È fondamentale che tutti i soggetti collaborino con senso di responsabilità, nell’ottica di fornire strumenti adeguati e rispondenti alle mutate esigenze dei cittadini".

Critico il sindacato Unione Inquilini: "L'accordo avrebbe dovuto tenere conto del grave disagio dei romani. Abbiamo firmato per un senso di responsabilità e per continuare a tutelare gli inquilini" le parole del segretario romano Fabrizio Ragucci. Il sindacato ha espresso riserve in merito a tre punti: "Riteniamo che l'elenco dei parametri per la collocazione nelle subfasce non sia idoneo a individuare la reale qualità degli alloggi; in numerose zone i valori delle fasce appaiono eccessivi perché troppo vicini a quelli di mercato e riteniamo che ciò possa creare le condizioni per un ulteriore aggravamento della tensione abitativa a Roma e in ultimo, il mancato obbligo di allegare al contratto l'inventario del mobilio". Unione Inquilini "continuerà a monitorare l'andamento e l'efficacia di questo nuovo accordo". 

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