Casa delle donne, il M5s presenta e vota la mozione: forti contestazioni in aula

Le opposizioni si sono rifiutate di votare la mozione sul futuro della Casa Internazionale delle Donne. Occupati i banchi degli assessori per proteste. Stigmatizzata anche l'assenza della Sindaca

Una votazione a dir poco concitata. Alla fine il futuro della Casa Internazionale delle Donne è stato deciso con una mozione presentata dalla Consigliera M5s Gemma Guerrini. Ed è passata con i soli voti della maggioranza pentastellata. A nulla sono valse le forti contestazioni inscenate nell'Aula Giulio Cesare.

La mozione contestata

Deluse le attiviste presenti, a cui non è stata data la possibilità d'intervenire. "La mozione impegna la sindaca e la giunta a togliere alla Casa delle Donne la sede del Buon Pastore, non si sa per farne cosa, cancellando un’esperienza importantissima per le donne e la città, una realtà viva della cultura, del femminismo e dei movimenti" si legge nella pagina ufficiale della storica realtà presente in via della Lungara. "La maggioranza mette il bavaglio alle donne della Casa Internazionale ed a 40 anni di storia – lamentano le consigliere di centrosinistra  – la  maggioranza  ha deciso di votare la propria mozione senza il confronto con le altre forze politiche e senza dare voce a nessuna delle protagoniste della Casa". Non è stata accolta neppure la proposta di rimandare la decisione ad una successiva seduta.

Il prossimo step

Lunedì 21 maggio  è previsto un incontro tre le assessore capitoline Rosalba Castiglione (Patrimonio), Laura Baldassarre (Scuola e Comunità solidale) e Flavia Marzano (Pari opportunità) con le rappresentanti del Consorzio "Casa Internazionale delle Donne". In aula però nessuna rappresentante della squadra di governo capitolino era presente. Ed infatti i loro scranni sono stati occupati dai consiglieri d'opposizione nel vano tentativo di far slittare la votazione. Assente, come sottolineato dalle attiviste accorse in Campidoglio, anche la Sindaca Raggi.

La posizione delle assessore

Dal Campidoglio le assessore fanno comunque sapere che considerano la Casa delle donne "un valore aggiunto per tutta la città" e ne confermano "pieno impegno non solo nel salvaguardare il progetto a beneficio della comunitàma anche nel rilanciarlo con nuove progettualità e con uno sguardo al futuro". Anche per questo "non si capisce da cosa scaturisce la necessità di un voto dell'aula, a quattro giorni dall'incontro già fissato con la giunta Capitolina in cui si è chiesto  alla Casa delle donne ulteriori documentazioni per approfondire la situazione" ha obiettato il consigliere democratico Giulio Pelonzi.

Un futuro incerto

L'amminsitrazione pentastellata si trova ad un bivio. Se vuole difendere "il valore aggiunto" della Casa delle Donne, lasciandola nella storica sede del Buon Pastore, la giunta deve disattendere l'impegno contenuto nella mozione.  "Siamo difronte a una maggioranza inaffidabile rispetto agli impegni presi" chiosa il capogruppo di Sinistra per Roma Stefano Fassina. Difficile prevedere, prima dell'appuntamento previsto per lunedì 21 maggio, quale sarà il futuro dello stabile in via della Lungara.


 

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