Raggi esulta per l'emendamento 'salva Casa delle donne': ma in commissione i presidenti M5S lo bocciano

L'emendamento avrebbe dovuto stanziare un finanziamento da 900 mila euro

Un momento di protesta in Campidoglio

Doveva essere un emendamento al Milleproroghe, atteso per la prossima settimana alla Camera, a salvare la Casa delle Donne di via della Lungara con un contributo di 900 mila euro. Ma questa mattina le commissioni Affari costituzionali e Bilancio riunite in forma congiunta a Montecitorio, presiedute dagli esponenti del M5S Giuseppe Brescia e Carla Ruocco, l’hanno dichiarato inammissibile.

I gruppi proponenti, a cominciare da Pd e Iv, hanno protestato e presentato ricorso senza escludere una nuova valutazione. Esultano invece le opposizioni, Giorgia Meloni (Fdi) in testa, secondo la quale si trattava di una “marchetta per comprare consenso” da parte del ministro dell’economia Roberto Gualtieri candidato nello stesso collegio dove si trova la Casa delle Donne, definita “un’associazione di sinistra”.

Il testo dell’emendamento è al centro del dibattito politico capitolino ormai da ieri. Tutto è nato da un Tweet della sindaca Virginia Raggi che già ieri dava per certo un emendamento che non era ancora stato votato dalle commissioni guidate da esponenti del suo stesso colore politico: "La Casa Internazionale delle Donne è salva. Abbiamo trovato una soluzione in Parlamento grazie a un emendamento condiviso tra M5S e le altre forze politiche. Le donne unite fanno la differenza. Una vittoria di tutti!".

Un messaggio che non è piaciuto a molti momento che i 900 milioni di euro sono proprio i soldi richiesti dal Comune di Roma che ha già avviato le pratiche per la revoca della convenzione. Immediata la reazione del direttivo della Casa internazionale delle donne che hanno denunciato di aver presentato una proposta di transazione nel dicembre del 2018 e di non aver ancora ricevuto risposta. Non solo. Il 17 settembre 2019 è stata inviata anche una lettera: "Le chiediamo urgentemente un incontro: come lei certamente ricorda abbiamo presentato la nostra proposta di transazione già nel dicembre 2018 con la finalità di chiudere in modo definitivo il contenzioso tra la Casa e il Comune. La mancanza di risposte, per noi incomprensibile quanto preoccupante, sta danneggiando gravemente la Casa e le sue attività". 

La replica delle consigliere capitoline del Pd è arrivata nella serata di ieri: “Raggi e la sua maggioranza facciano mea culpa per quanto non hanno fatto in questi mesi”, l’attacco di Giulia Tempesta, Valeria Baglio e Ilaria Piccolo che hanno aggiunto: “Nonostante l'atteggiamento trionfalistico in cui si è subito lanciata la sindaca Raggi con un tweet, la proposta di emendamento è ancora in discussione in commissione”. E infatti è arrivata la dichiarazione di inammissibilità.

“Una decisione grave" ha dichiarato Marco Di Maio, capogruppo di Italia Viva in Commissione Affari costituzionali alla Camera. "La Raggi, visto che davanti alla presentazione dell'emeneamento, ha esultato, ora convinca ora il presidente della Commissione, che appartiene al suo stesso partito, a tornare sui suoi passi”. Attacca anche Davide Faraone, presidente dei senatori di Iv: “Giorgia Meloni, donna e madre, che esulta per aver sabotato un contributo pubblico a un'associazione che si occupa da sempre di accoglienza e sostegno alle donne vittime di violenza, è una delle scene più indegne che la politica abbia offerto negli ultimi anni".

Esulta invece il deputato Fdi, Federico Mollicone: “La maggioranza si rende finalmente conto dell'imbarazzo creato dall'emendamento dei relatori che avrebbe stanziato 900 mila euro alla Casa delle Donne di Roma, indebitata con il Comune di Roma Capitale per la stessa cifra. Per 'strana' coincidenza, i nuovi fondi avrebbero aiutato un presidio del Pd e del centrosinistra proprio durante la campagna elettorale suppletiva del collegio di Roma centro, in cui corre il ministro dell'Economia Gualtieri. Per noi è una marchetta elettorale”.

Commenta anche Cristina Grancio, capogruppo del Misto in Assemblea capitolina: “Un'amministrazione isterica che passa dalla chiusura totale del dialogo con la Casa Internazionale delle Donne, all'esultanza per un possibile salvataggio di cui indebitamente vorrebbe prendersi il merito. La questione della Casa delle Donne si trascina irrisolta da troppo tempo e sull'argomento, in questi ultimi anni, l'amministrazione a 5 stelle che governa la città si è distinta solo per immobilità”. 

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