Cartelloni abusivi, le associazioni: "Nuovo Piano Regolatore, bando di gara e via la 116"

Affissioni pubblicitarie e loro gestione. Se ne è tornati a parlare in Commissione Commercio. Leonori: "Servono regole certe. La delibera 116? Sicuramente è da modificare"

"Sconfiggeremo questa mafia", parola di Alemanno. "Lotta all'abusivismo e tolleranza zero", parola di Veltroni. Nessuno ce l'ha fatta, e quella dei cartelloni pubblicitari resta una storica piaga, tutta romana. Tra delibere, piani mai approvati e sanatorie dell'ultima ora, la Capitale è imbrattata di affissioni da decenni. In barba a codici della strada, archeologici, paesaggistici e quant'altro

QUANTI SONO - Mostri coloratissimi che puntellano il paesaggio, senza risparmiare nessun luogo e nessun occhio. 27 mila metri quadri per 2.674 impianti secondo i dati dell'“Indagine sul settore affissioni e pubblicità a Roma” presentata alla fine di gennaio del 2011 dalla Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali del Comune. Impianti 'SPQR' ai quali vanno sommati quelli censiti e inseriti nella Nuova Banca Dati (NBD), per un totale non meglio identificato che oscillerebbe intorno ai 30 mila.

QUANDO MANCANO LE REGOLE - Un mare magnum la cui distribuzione, collocazione e gestione è oggetto di dibattito infuocato quanto eterno. Da anni le associazioni accusano la politica di aver alimentato la 'deregulation', e da Marino si aspettano uno storico giro di vite. 

“I cartelloni pubblicitari non sono un problema in sé, se prevalgono regole certe e controlli. La mancanza di regole, invece, implica un problema di abusivismo e illegalità e insieme un problema di sicurezza per i cittadini". L'Assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori, ha inquadrato perfettamente il problema, ma sul come gestirlo siamo ancora in fase di ascolto. 

COSA CAMBIARE? - Emendamenti al PRIP (Piano Regolatore Impianti Pubblicitari), un bando di gara per la selezione delle ditte pubblicitarie, da ridurre drasticamente di numero, e l'abolizione della delibera 116. Le associazioni web Basta Cartelloni e Cartellopoli, pioniere della lotta ai 'cartellonari', hanno redatto un documento, presentato in Commissione Commercio. 

IL PRIP - "Roma è l'unica città d'Italia a non avere un Piano Regolatore" ci spiega Filippo Guardascione di Basta Cartelloni. "Quello di Alemanno (proposto nel 2011 ma mai approvato) non è tutto da buttare, ma ci sono delle modifiche fondamentali da attuare, senza le quali non ha valore". In estrema sintesi: divisione del territorio in quattro lotti, con piani di localizzazione e assegnazione di ogni lotto a una ditta. 

Questa la richiesta, che l'assessore Leonori non ha ancora analizzato nel dettaglio, salvo esprimersi garantendo la volontà di ripartire con l'iter di approvazione del piano, magari sfruttando la tecnologia. "Pensiamo a un sistema di geolocalizzazione degli impianti e di strumenti informatici che facilitino controlli sul territorio - ci spiega Leonori - ogni romano dovrà sapere il numero massimo di cartelloni stabiliti per ogni strada e avrà gli strumenti per denunciare o segnalare le situazioni non a norma.

IL BANDO - Piano Regolatore dunque e territorio suddiviso in lotti, ognuno da affidare a una ditta. "Attualmente ci sono oltre 400 ditte pubblicitarie che gestiscono gli spazi - continua Guardascione - una follia se si pensa che grandi metropoli europee non ne hanno più di 5". Meno ditte e da selezionare, sempre a detta della associazioni, tramite gara pubblica. Per due motivi.

"Il bando è garanzia di pagamento per il Comune. Se la ditta affidataria non paga perde automaticamente la concessione - spiega Guardascione - cosa che adesso non avviene con ditte che pagano solo i primi mesi e poi restano lì". E poi il contrasto agli abusivi. "E' interesse primario delle stesse aziende che si sono aggiudicate le autorizzazioni, tenere il campo libero da forme di abusivismo, per garantirsi il controllo". E l'ultimo "regalo" di Alemanno a fine legislatura, non sarebbe andato esattamente in questo senso. 

LA DELIBERA 116 - "Chiediamo che venga abolita al più presto la delibera 116, un ulteriore sanatoria per tutti i cartelloni". Guardascione fa riferimento a quella norma che consentirebbe alle affissioni già inserite nella NBD (Nuova Banca Dati) del Comune di fare da punto di partenza del piano regolatore, subordinato quindi ai cartelloni già presenti. Sul punto Leonori sembra d'accordo, se non con una cancellazione immediata certo con un cambiamento dell'impianto normativo. 

"Non c’è dubbio che alcune regole andranno modificate affinché aiutino il percorso di ordine, decoro e pulizia che deve contraddistinguere l’intero settore. Tra le norme interessate da un deciso sicuramente c’è anche la delibera 116 del 2013, che tante proteste  - dico io giustamente – ha attirato da parte delle associazioni e dei cittadini preoccupati del proliferare dell’abusivismo”.

"L'aria è certamente cambiata, e abbiamo riscontrato una buona ricettività da parte degli amministratori". Stavolta forse si è partiti col piede giusto, e le associazioni, tutto sommato, sembrano ottimiste. Certo dalle dichiarazioni d'intenti sarebbe bene uscire presto, magari entro il 31 dicembre 2014, data di scadenza di gran parte delle concessioni.

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Commenti (3)

  • I cartelloni a roma devono essere dimezzati, manco a Nuova Delhi ne ho visti tanti e inoltre pagano cifre ridicole al comune

    • Avatar anonimo di cosimo a
      cosimo a

      pagheranno cifre ridicole al Comune .. chissà come mai.. posso ipotizzare che si "sdebitano" facendo "affissioni volontarie" quando i partiti (destra sinistra pari sono) glielo chiedono? Senno' non si spiega

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