Un attivista M5S a capo dell'Agenzia per il controllo dei servizi: insorge l'opposizione

Pd e SxR: "Nessuna garanzia di terzietà"

Maggioranza solitaria e opposizioni sull'Aventino. La nomina del nuovo presidente dell'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale ha sollevato non poche polemiche in Aula Giulio Cesare, chiamata ieri a votare in merito. Ad essere eletto, con i 26 voti favorevoli della maggioranza, è Carlo Sgandurra, un passato lavorativo in Anas e militante del Movimento cinque stelle. "Alla faccia dell'imparzialità" il commento della capogruppo del Pd capitolino, Michela Di Biase. "Il controllore è anche il controllato" sempre su Twitter la consigliera capitolina dem Valeria Baglio. 

Fino al giugno scorso il Consiglio di amministrazione dell'Agenzia era composto da tre membri. In genere, due di loro venvano selezionati su indicazione della maggioranza e uno veniva lasciato all'opposizione. A fine giugno l'Aula ha però approvato la proposta di delibera 35/2017 a firma del presidente della commissione Riforme istituzionali di Roma Capitale, Angelo Sturni (M5S), per la riduzione del consiglio di amministrazione dell'Agenzia da tre membri a un solo amministratore unico. 

Ieri è stato nominato Carlo Sgandurra. Militante del M5S, arriva dall’Anas, e nel 2013 era stato al centro di un piccolo ‘casus’ nel movimento. Scelto per sostituire l’eurodeputata Marta Grande ad un evento sulla comunicazione a Bruxelles, la sua partecipazione era stata contestata dalla base romana del movimento perché Sgandurra risultava registrato da poco tempo. Per attenuare le polemiche sul blog di Grillo comparve un post scriptum chiarificatore 'Carlo Sgandurra non rappresenta il M5S al dibattito pubblico all’Istituto Italiano di Cultura sulla comunicazione. Nessuna richiesta in tal senso è stata inoltrata al gruppo di comunicazione M5S di Camera e Senato'.

Le opposizioni non hanno partecipato al voto. "Il controllore non può essere espressione del controllato" la tesi di Pd e SxR. "E' come eleggere Dracula garante dell'attività dell'AVIS" commenta in una nota il consigliere Pd Marco Palumbo. "Nessuna garanzia di terzietà e di trasparenza sull'attività del nuovo presidente dell'agenzia targata M5S. La giunta Raggi riserva un'altra poltrona agli amici degli amicie rende questo organismo di controllo del tutto privo di credibilità". Critico anche Stefano Fassina, di Sinistra per Roma: "State modificando l'assetto dell'Agenzia, è diventato un organo monocratico. In un sistema che abbia un minimo di senso sul piano democratico e rispetto per le funzioni che deve svolgere il Consiglio si deve trovare una modalità affinchè l'opposizione possa essere coinvolta nella nomina dell'unica figura che dirige l'Agenzia. Ve la state nominando da soli". 

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