Niente cimitero Acattolico, le ceneri dei partigiani di via Rasella riposano nel Tevere

Le ceneri di Carla Capponi e Rosario Bentivegna sono state gettate nelle acque del fiume romano. La sepoltura nel cimitero di Testaccio è stata negata. Anpi: "Macchia nera per la democrazia"

Negata la sepoltura nel cimitero Acattolico di Testaccio, le ceneri di Carla Capponi e Rosario Bentivegna, protagonisti della resistenza romana, sono state gettate nelle acque del Tevere. I due gappisti, tra gli organizzatori dell'attentato di via Rasella del 1944 nel quale morirono 33 militari nazisti, avevano chiesto di riposare nel cimitero a due passi da Porta San Paolo. A intervenire per garantire la sepoltura richiesta anche la Regione e il Campidoglio ma alla fine l'esito è stato negativo. “Una macchia nera nella democrazia” il commento dell'Anpi di Roma. Così si è optato per la seconda ipotesi: riposare nella acque del biondo Tevere. Chiunque potrà portare dei fiori di campo, i preferiti da Carla, in ogni parte del fiume.

Per Ernesto Nassi, presidente dell'Anpi provinciale di Roma, "lunedì 22 settembre 2014 entra di diritto nella storia della Resistenza Romana, al pari delle date storiche della lotta al nazifascismo, non di certo per un'azione dei Gap ma, purtroppo, come 'giorno dell'abbandono' riferito ai due partigiani pluridecorati, che a Roma e per Roma hanno combattuto duramente contro i tedeschi partecipando a molte azioni significative” il commento. “Come presidente dell'Anpi provinciale di Roma, esprimo il dolore e il rammarico dei partigiani e degli iscritti alla associazione per come si è conclusa la vicenda che riteniamo una macchia nera della democrazia e dimostra la volontà di dimenticare due 'antifascisti veri', simbolo di un'Italia che ha voluto la libertà e che non ha ceduto a fascismo e nazismo".

“Voglio esprimere la mia vicinanza e il mio affetto a Elena Bentivegna e ai suoi familiari, che hanno disperso le ceneri dei genitori nel Tevere, il fiume caro a tutti i romani" ha commentato il sindaco Ignazio Marino. "Si tratta di una scelta dolorosa, che i suoi stessi genitori avevano indicato come alternativa a un'altra collocazione, più gradita, ossia la sepoltura all'interno del cimitero acattolico di Testaccio. Insieme alla Regione Lazio abbiamo messo in campo ogni tentativo possibile per far si che ciò avvenisse, senza tuttavia ricevere mai un riscontro positivo. Una circostanza che ci rammarica molto. Ad ogni modo, Elena ha deciso di rispettare la volontà dei propri genitori. Ricorderemo questi due grandi combattenti che hanno contribuito a liberare Roma e l'Italia dal nazifascismo. Forse non avremo un posto dove poter portare un fiore, ma a Carla Capponi e Rosario Bentivegna sarà riservato sempre un posto d'onore nella memoria di questa città".

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