Capannelle, a rischio non c'è solo l'ippica: incognita per concerti, gare e manifestazioni

Incognite nella gestione degli impianti. L'incertezza fa temere anche per tutti gli eventi in programma in primavera e in estate

Il caos legato alla gestione dell'impianto di Capannelle non è solo una questione che interessa l'ippica. L'incognita, ad oggi, pende anche per i concerti, le gare e tutte le manifestazioni che si svolgono all'interno della struttura. Già, perché Hippogroup, società che ha attualmente in gestione l'impianto, supporta tutte le organizzazioni, da quelle di RockinRoma (festival ad oggi confermatissimo e le cui prevendite viaggiano a gonfie vele) alle varie società sportive che si alternano nell'area, ora per gare di cicloturismo, ora per corse podistiche, ora per manifestazioni legate allo sport giovanile. Eventi più o meno piccoli che, dall'abbandono della società di gestione, verrebbero indirettamente danneggiati quantomeno dall'assenza di supporto logistico.

Con il rischio concreto di riconsegna delle chiavi, e di fatto l'impianto in stato d'abbandono, il punto interrogativo è enorme. La stessa Hippogroup, nei recenti comunicati, ha paventato il quadro futuro, ad esempio per quel che riguarda la semplice sorveglianza: "Spetterà al Comune garantire i costi per manutenzione e sorveglianza, ricordando, per inciso, che quando si avrà il nuovo bando e, poi, il nuovo vincitore, esso, stando al nuovo Regolamento votato da questa Amministrazione, dovrà rilevare da Hippogroup tutte quelle opere non trasportabili che, quindi, il Comune di Roma dovrà curare che siano trasmesse in buono stato a chi verrà dopo di noi. Sorveglianza e manutenzione di base che a Hippogroup costano circa mezzo milione di euro al mese, cifra che, da oggi in poi, spetterà al Campidoglio pagare con i soldi dei romani".

Tradotto: a bilancio la sola sorveglianza costerebbe al Comune di Roma 6 milioni di euro all'anno, da mettere ovviamente a bilancio. Ci sono poi i costi di gestione, enormi, di cui il Campidoglio, prima dell'assegnazione del bando, dovrebbe farsi carico.

E la questione della sorveglianza non è secondaria perché il rischio concreto, una volta abbandonata l'area, è quello dell'occupazione, del danneggiamento e quindi dell'inutilizzabilità dei luoghi per qualsivoglia evento. Non è un caso che l'abbandono da parte di Hippogroup abbia già messo in allerta il sindacato della Polizia Locale Sulpl che sulla propria pagina facebook, tra il serio e faceto, ha fatto una previsione: "Se l’area dell’ippodromo dovesse rimanere libera perché non si raggiunge nessuna intesa, chi si occuperà della sua vigilanza con piantonamento fisso per evitare occupazioni e danneggiamenti? Se dovesse toccare come al solito a noi pensiamo che decine di persone a turno debbano essere impiegate sulla enorme area. Prepariamo il nastro giallo?".

Ipotesi, per ora, non troppo lontane dalla realtà però visto che hanno fatto capolino in Campidoglio, tanto da spingere l'assessorato allo Sport e la relativa Commissione a più miti consigli. Non sono casuali i toni soft degli ultimi giorni che stanno trovando comunque la rigidità da parte di Hippogroup. Anche oggi Angelo Diario presidente della commissione Sport, ha ribadito, in diretta su RadioRadio rispondendo ad uno degli operai salito per protesta su una torre dell'impianto: "Noi siamo disponibili in qualsiasi momento a un incontro pubblico in Campidoglio con la società siamo disponibilissimi a parlare sempre con chiunque. Parlo a nome mio, a nome dell’assessore e del sindaco. Lei purtroppo ha meno tempo a disposizione, noi ci occupiamo solo delle attività sportive… Ma noi siamo sicuramente disponibili a incontrarci in qualsiasi momento".

E proprio la potenziale bomba sociale (a rischio ci sono oltre 1000 famiglie, ndr) è quella che preoccupa di più. In municipio VII forti sono le pressioni delle famiglie per cercare una sponda per risolvere una questione che rischia, nei quartieri di Capannelle, Quarto Miglio e Statuario, di lasciare senza lavoro e senza reddito centinaia di lavoratori, diretti e dell'indotto. Un vicolo cieco dal quale l'assessore Frongia, il presidente di commissione Angelo Diario e la sindaca Virginia Raggi sono chiamati ad uscire trovando una soluzione.
 

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