Cani via dall'ex Poverello, lavoratori in protesta: "Stanno smantellando il sistema pubblico" 

Questa mattina l'intervento delle forze dell'ordine nel canile di Vitinia per portare via i venti cani presenti, destinati a una struttura privata convenzionata di Acilia, Villa Andreina

Lavoratori in piazza contro la chiusura del canile ex Poverello di Vitinia. Oggi pomeriggio la protesta, in piazza Aracoeli, dopo una mattinata passata a tentare di scongiurare il trasferimento dei cani, invano. Tutti e venti gli animali presenti nella struttura sono stati portati in un canile convenzionato, il Villa Andreina ad Acilia, perché scaduto il contratto con l'Avcpp (Associazione Volontari Canili di Porta Portese) che per anni ha ricevuto una somma forfettaria mensile per la gestione dei canili comunali tra cui anche il Poverello. 

L'esigenza di procedere con un affidamento tramite bando esiste da anni, ma non è mai arrivata a buon fine, tra gare andate deserte o bloccate per irregolarità varie. Con l'ultimo dell'ex giunta Marino, un bando ponte in attesa di quello europeo che dovrebbe partire in estate, non è finita meglio: un gestore barese, titolare di un mega canile e di stabulari per animali, come vincitore, che nel canile Marconi (quello prescelto) non si è mai presentato, i volontari rimasti a gestire Muratella, con un'ulteriore proroga fino ad aprile, e l'ex Poverello appena svuotato, e pronto a chiudere i battenti. 

"Stanno procedendo con lo smantellamento del sistema pubblico di assistenza degli animali - tuona Simona Novi, membro di Avcpp - oggi sono stati compiuti più illeciti. Quello più grave è che i cani non stati dati in adozione alle famiglie che erano pronte a prenderli, e poi la struttura si trovava nella parte private del terreno". E poi i metodi, "in alcuni momenti anche violenti" usati dalle forze dell'ordine intervenute sul posto, secondo quanto raccontato dai lavoratori. 

"La vergogna di questo gesto si manifesta in molteplici modi: chiusura di una struttura pubblica a vantaggio di strutture private che hanno un costo per l'amministrazione pubblica senza erogare alcun servizio per cittadini e cani ospitati; si preferisce regalare soldi ai privati (chiusi al pubblico per la maggior parte della settimana e detenzione dei cani in luoghi inaccessibili al pubblico); licenziamento degli operatori che lavorano nel canile; violazione della legge 281\\91 che obbliga gli enti pubblici di dotarsi di strutture gestite direttamente e non avvantaggiare speculatori privati. Ricordiamo che le politiche regressive del comune di Roma hanno già prodotto 17 licenziamenti e il resto dei lavoratori in Cassa Integrazione con pesanti tagli salariali e un orario di lavoro che non permette più di operare e accudire gli animali con dignità, professionalità e rispetto". 

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