Rom, in commissione la proposta di delibera popolare per chiudere i campi

Ieri la discussione in via del Tritone. Presenti il segretario nazionale dei Radicali, Riccardo Magi, e i rappresentanti dell'associazione 21 Luglio

Un'indagine conoscitiva, non solo patrimoniale, per capire, famiglia per famiglia, individuo per individuo, il livello scolastico, la situazione lavorativa, le necessità e i desideri. Poi l'accompagnamento alla socializzazione, all'inserimento scolastico e a quello abitativo attraverso diverse soluzioni: housing sociale, ricerca di soluzioni nel mercato privato, sperimentazioni di forme di autocostruzione in aree destinate a tale scopo, rivolte a piccoli gruppi familiari. E a quel punto la chiusura dei campi esistenti. 

Questo il percorso previsto nella delibera di iniziativa popolare per la chiusura dei campi rom, in attuazione della Strategia nazionale d'inclusione di rom, sinti e caminanti, presentato ieri da Alessandro Capriccioli, segretario dei Radicali Roma. Il documento è stato illustrato nel corso della commissione capitolina Politiche sociali alla presenza del segretario nazionale dei Radicali, Riccardo Magi, e dei rappresentanti dell'associazione 21 Luglio. "Per questa delibera - ha spiegato Capriccioli - abbiamo raccolto più di 6000 firme di romani. L'obiettivo è il superamento dei campi e l'inclusione attraverso una strategia precisa che preveda soluzioni specifiche caso per caso e tempi certi".

"Attualmente - ha ricordato Capriccioli - circa 6.000 persone vivono negli insediamenti romani. Una grave violazione dei diritti civili e umani ma non un'emergenza per una città di 3 milioni di abitanti". Magi ha poi chiesto ai rappresentanti del M5s "di approfondire la delibera e di non dare per scontato che il Piano della giunta sia necessariamente migliore della nostra proposta. Ricordo anche che l'Assemblea capitolina può correggere le impostazioni di delibere di giunta". Il Piano per il superamento degli insediamenti formali presentato dai Radicali prevede di attingere agli stanziamenti già previsti e, laddove possibile, alle linee di finanziamento europeo. 

Tra le altre proposte c'è anche quella di individuare un ufficio nell'ambito delle strutture e delle responsabilità facenti capo al sindaco, per svolgere il ruolo di organismo istituzionale di riferimento per i nuclei familiari rom e sinti presenti negli insediamenti della città di Roma e per consentire l'attivazione dei servizi dell'amministrazione comunale e il coordinamento delle azioni previste. Il piano predispone come primo obiettivo a breve termine, entro il 2017, la chiusura di almeno due 'villaggi della solidarietà' e di due 'centri di raccolta' rom, a partire dal Best House Rom di via Visso. Il parere della commissione sulla delibera arriverà in occasione della prossima seduta.

(Fonte Agenzia Dire)

ECCO LA BOZZA DEL PIANO BALDASSARRE

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Commenti (1)

  • Mah...rimango con i miei dubbi

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