I buoni spesa non arrivano, l'attesa infiamma la periferia: "Così non sopravviviamo"

La protesta di Casal Bruciato per i ritardi nella consegna dei ticket e l'erogazione dei sussidi come bonus Inps e cassa integrazione: "Situazione drammatica, famiglie non sanno come sfamare figli"

“Buoni spesa, cassa integrazione e bonus di 600 euro. Dove sono i nostri sussidi?” – questo il grande striscione di sfondo al sit in di Casal Bruciato, periferia del IV Municipio dove ieri decine di persone hanno protestato contro il ritardo e la mancanza di aiuti per chi è stato inghiottito dalla crisi economica ed occupazionale scaturita dall’emergenza Coronavirus.

Buoni spesa in ritardo: protesta Casal Bruciato

In piazza, muniti di mascherine e guanti, tutti a distanza di sicurezza, uomini e soprattutto donne rimasti senza lavoro e in attesa del bonus di 600 euro dell’Inps, della cassa integrazione promessa e non ancora erogata, dei buoni spesa che il Comune ha riservato ai nuclei familiari più fragili come risposta "immediata".

Circa 98mila le richieste per i ticket validate dagli uffici con Roma Capitale ad aver già erogato oltre 1 milione di buoni da 20 euro per un totale di 21,8 milioni sui 22 disponibili: 15 ricevuti dal Dipartimento della Protezione civile e 7 dalla Regione Lazio.

Il budget dunque non è sufficiente a coprire tutte le domande approvate, ne restano fuori circa 27mila: chi ha già un contributo, “anche di importo contenuto”, non potrà quindi avere i buoni spesa. 

In città c’è poi chi, con la domanda accolta, aspetta ancora la consegna degli agognati ticket: in 66mila famiglie, 219mila persone, li hanno già ricevuti; mancano ancora all’appello 4mila aventi diritto. 

L'attesa dei buoni spesa infiamma la periferia

Ma l’attesa per chi non ha un lavoro, nessun reddito e una famiglia da sfamare è estenuante. Da qui la protesta che infiamma le periferie: dal Quarticciolo a San Basilio, fino alla Borghesiana. 

Ieri è toccato a Casal Bruciato, in IV municipio sono state 1473 le richieste. “Il mio banco al mercato è chiuso da mesi, ho chiesto il contributo come partita Iva ma non è ancora arrivato. Ho inoltrato la richiesta per il buono spesa e niente anche qui” – si sfoga Anna Maria. “Se tutto va bene devo aspettare ancora qualche settimana per vedere qualche soldo ma – ha aggiunto la donna - fino a quella data io, con un marito cardiopatico, non so come fare”.

Nella stessa situazione anche Bruna. “Da marzo non percepisco né stipendio né cassa integrazione. Il paradosso? Che sono una delle inservienti addette alla pulizia nel consiglio regionale del Lazio”. 

Buoni spesa, i fondi non bastano: restano fuori 27mila domande. E la Roma che ha fame protesta

Nè buoni spesa, nè bonus: "Famiglie non sanno come sopravvivere"

Nessuna entrata e una famiglia da sfamare la problematica comune a tanti che ieri hanno animato la piazza di Casal Bruciato. “Qui non stanno arrivando i buoni spesa e in più non si vedono nemmeno i contributi della cassa integrazione. Sono centinaia le famiglie e i singoli rimasti senza lavoro, senza reddito e senza aiuti: condizioni drammatiche che si vanno a sommare ad una situazione già difficile dal punto di vista economico e sociale” – sottolinea Marcella del Comitato Popolare Casal Bruciato.

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Qui le iniziative della rete popolare non bastano: spesa solidale e pacchi alimentari, da soli, non possono rispondere alle esigenze di tutti e per molto. “Anche il municipio, in piena crisi, deve assumersi la responsabilità politica della situazione e alzare la voce perché in questo territorio i buoni spesa sono estremamente in ritardo. Credo che non ci si renda conto della gravità della situazione: ci chiamano persone che non sanno come dare da mangiare ai propri figlie e anche qualcuno che, in queste condizioni, pensa di farla finita”. 
 

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