Buoni spesa, i fondi non bastano: restano fuori 27mila domande. E la Roma che ha fame protesta

Roma Capitale ha erogato oltre un milione di buoni da 20 euro per un totale di 21,8 milioni sui 22 disponibili: escluse le richieste di chi ha già un contributo "anche di importo contenuto"

Sono oltre 160mila le domande per i Buoni Spesa arrivate al Comune ma, tra richieste doppie o furbescamente inoltrate con codici fiscali alterati, quelle validate dagli uffici sono circa 97mila

Ii fondi per i buoni spesa non bastano

I termini per chiedere il sostegno riservato a famiglie in difficoltà a causa della crisi da Coronavirus sono scaduti lo scorso 16 aprile e ad oggi Roma Capitale ha erogato oltre un milione di buoni da 20 euro per un totale di 21,8 milioni sui 22 disponibili: 15 ricevuti dal Dipartimento della Protezione civile e 7 dalla Regione Lazio. Le risorse messe a disposizione sono dunque agli sgoccioli e non basteranno per tutti: restano fuori circa 27mila richieste di coloro che sono già beneficiari di altri contributi "anche di importo contenuto".

“Il budget non è sufficiente per coprire tutte le 97mila domande validate, per cui chi ha già un contributo non potrà prendere i buoni spesa e gli manderemo un'email per avvisare, ma riusciremo comunque a coprire tutti gli aventi diritto rimanenti, che sono 4mila e che si aggiungeranno alle 66 mila famiglie (219mila persone) che hanno già ricevuto i buoni o li riceveranno nei prossimi giorni" – ha detto in commissione Trasparenza il direttore del dipartimento Politiche sociali del Campidoglio, Giovanni Serra

La priorità nell’erogazione, fanno sapere dal Comune, è stata data a singoli e famiglie totalmente privi di entrate o contributi economici pubblici, che quindi oggi si trovano in una condizione di maggiore criticità. "I Buoni Spesa a Roma hanno raggiunto singoli e famiglie residenti ma anche non residenti, che si sono trovati nella capitale al momento del lockdown tra cui persone richiedenti asilo".

Gli uffici hanno parallelamente selezionato anche le domande fatte da chi già percepisce un contributo economico, classificandole in base alla maggiore o minore consistenza del contributo stesso, nella prospettiva di procedere ad una erogazione in seconda battuta in base alla disponibilità dei fondi,

Il lavoro nel Dipartimento è stato frenetico: hanno lavorato 100 persone per 12 ore al giorno compresi sabato, domenica, 25 aprile e 1 maggio. “Non è stata data priorità a nessuno per ragioni politiche o specifiche, la priorità è stata data a chi ha fame”. Non solo i buoni però: "Nel seminterrato abbiamo un deposito di beni di prima necessità per bambini che portiamo direttamente noi a domicilio alle famiglie. Oltre ai 42mila pacchi alimentari – ha fatto sapere il Direttore - abbiamo consegnato più di 1.400 pacchi alimentari destinati ai bambini". 

Il Comune: “Fatto grande lavoro”

“La priorità è sostenere chi si trova più in difficoltà. Con i Buoni Spesa e i pacchi di generi alimentari abbiamo raggiunto e continuiamo a raggiungere sempre più famiglie, con la massima velocità possibile e una importante capillarità sul territorio. Abbiamo messo in campo una app che permette di ricevere direttamente i buoni sullo smartphone e la distribuzione dei ticket cartacei si è rafforzata con la collaborazione, oltre che della Polizia Locale, anche di Poste Italiane. Ringrazio i dipendenti capitolini e tutti coloro che stanno contribuendo, anche nella distribuzione dei pacchi alimentari tra Municipi, Terzo Settore e parrocchie. Roma ha reagito subito e con forza” - ha dichiarato la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.
 

Soddisfatta Veronica Mammì, assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale: "È stato fatto un grande lavoro e di questo va dato merito al dipartimento, a tutti i Municipi e alla collaborazione che abbiamo instaurato con il terzo settore e la Diocesi di Roma per la raccolta delle domande" – ha commentato. Per l'assessore "è stato uno sforzo enorme, calcolando i tempi e anche i numeri di Roma, numeri che non ha nessun altro comune italiano. Dal 16 aprile a oggi abbiamo praticamente terminato tutto il lavoro tra istruttorie, impacchettamenti e consegne. Più di questo era impossibile, abbiamo raggiunto un grande risultato". 

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I buoni spesa non arrivano: in periferia monta la protesta

Ma in città, soprattutto nelle periferie, con il VI e VII Municipio in testa alla classifica dei territori che hanno inoltrato più domande, monta la protesta. Alla Borghesiana c’è chi, disoccupato e con due figli, aspetta ogni giorno che qualcuno suoni al citofono per la consegna degli agognati ticket; al Quarticciolo le cassette vuote “contro la propaganda del potere” arrivano sin sotto la sede del Municipio per ribadire la necessità di un sostegno concreto e immediato da parte delle istituzioni per ch è in difficoltà. Dalle Torri a San Basilio, passando per Primavalle le famiglie in attesa dei buoni non sanno come fare la spesa e sfamare i propri bambini. “Senza risposte – dicono – siamo pronti ad incatenarci in Comune”. 
 

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