Buche a Roma, da Raggi solo una toppa alla rabbia dei cittadini: "Il piano Marshall non esiste"

Il direttore del Simu: "Servirebbero fondi statali o europei". L'opposizione: "Il piano Marshall è un bluff del M5s"

Immagine d'archivio

Di straordinario, per le buche di Roma, c'è quasi solo l'espressione iperbolica coniata dal Campidoglio. Una commissione Trasparenza sul tema del 16 aprile ha fatto emergere numeri e tempi del famoso "piano Marshall". Che di eccezionale, a onor del vero, non ha molto, come invece suggerirebbe il riferimento al mastodontico intervento di ricostruzione messo in atto dagli Stati Uniti d'America nell'Europa distrutta dalla seconda guerra mondiale. Dati alla mano, un parallelo un po' ambizioso. 

"Al via da subito l’esecuzione di lavori per circa 17 milioni di euro" annunciava la sindaca Raggi a inizio marzo, nel bel mezzo dell'ondata di maltempo che ha scoperchiato il vaso di Pandora delle strade romane distrutte da neve e acquazzoni. Buche grandi come crateri che hanno messo a dura prova le gomme delle auto e la pazienza degli automobilisti, e costretto il Comune a dare risposte immediate.

Come? Inviando operai e mezzi disponibili sulle strade, e avviando gare pubbliche per affidare lavori su quelle che restavano scoperte. Ma le consegne dei cantieri sono in grave ritardo, e alla prima pioggia le toppe "a freddo" sono saltate. Troppo poco per chi critica l'operato di Raggi, soprattutto considerando che dalle casse sono usciti solo fondi già stanziati. Come confermato in commissione, non sono state utilizzate somme aggiuntive per mettere mano a quella che la stessa amministrazione ha definito una situazione emergenziale. L'assessorato ai Lavori pubblici rivendica 18 mila interventi fatti da marzo, oltre 25mila metri quadrati di asfalto, più di 50mila buche coperte. Ma senza variazioni del bilancio, quindi con costi già preventivati per il settore.  

Ad oggi nelle disponibilità del dipartimento per "rattoppare" le arterie della Capitale abbiamo: 11 milioni di euro del piano #StradeNuove, già stanziati nel 2017 ma da appaltare, sulla carta, non prima di giugno. "Li abbiamo anticipati" spiegano dall'assessorato. Permetteranno lavori (alcuni già in corso) su via Tuscolana, via Appia Nuova, via Casal del Marmo, corso Francia, via Galbani, via Colli Portuensi, viale Jonio, via Ugo Ojetti e via Cassia Nuova. Poi ancora abbiamo gli appalti di manutenzione straordinaria (con rifacimento dell'intera sezione stradale) su via Ostiense, via Nomentana e Tor Bella Monaca che partiranno tra maggio e agosto, per un importo di 3 milioni e 800mila euro. Anche qui si tratta di un anticipo in calendario delle procedure di gara, non di un nuovo stanziamento. 

Seguono gli 80mila euro appaltati per il noleggio di una macchina "tappabuche", che dovrebbe entrare in funzione da questa settimana, e i 3 milioni di euro suddivisi in sei lotti da 500mila, uno per la grande viabilità e cinque per le vie di competenza municipale. Anche questi però non sono fondi ex novo. O meglio, vengono stornati da altre voci del bilancio e poi reintegrati, questa almeno è la promessa, tramite il fondo di riserva di Roma Capitale. Ancora però non sono stati assegnati.  E la stessa Raggi, con i dirigenti capitolini, ha fatto la voce grossa annunciando un'indagine interna: "Voglio capire il perché dei ritardi". 

"Procederemo entro il fine settimana, ricorsi permettendo, alla consegna dei lavori" assicura Fabio Pacciani, nuovo direttore del Simu. Un po' in ritardo rispetto alle tempistiche fornite a inizio marzo dal Campidoglio, quando l'assessorato parlava di ditte operative entro 15 giorni. "Certo perché dobbiamo fare le gare con procedure ordinarie, pur essendo alle prese con un'emergenza reale" si difende Pacciani. Secondo il Codice degli Appalti, ci vuole un mese solo per avere le certificazioni antimafia. 

D'altronde la normativa non si può aggirare, ma se già è farraginosa il quadro si complica - per esempio - se le commissioni aggiudicatrici non si riuniscono. Vedi il caso del maxi appalto triennale per la manutenzione stradale (78 milioni di euro per 12 lotti) pubblicato un anno fa e ancora da assegnare. L'Anac ha aperto una procedura d'indagine sull'iter seguito. Ma sempre il direttore Pacciani si mostra ottimista: "Entro giugno al massimo verrà assegnato". 

Insomma, era un'emergenza, in parte lo rimane, e il M5s continua ancora a invocare "il cosiddetto piano Marshall", per dirla con l'ultimo post su Facebook della titolare dei Lavori pubblici Margherita Gatta: "Sta andando avanti come da programma, è un piano che prevede, insieme, interventi di manutenzione delle strade e di copertura delle buche". Ma le risorse utilizzate sono quelle che già erano presenti in bilancio, rimodulate. 

Lo stesso Simu non ne fa mistero: per parlare davvero di piano Marshall servirebbero "finanziamenti statali se non addirittura europei". Sarebbe "l'unica soluzione auspicabile per ripartire da condizioni di ordinarietà - ha dichiarato il direttore del dipartimento - altrimenti saremo costretti a continuare a rincorrere la singola pioggia". Già, l'eterna emergenza, affrontata a suon di toppe momentanee con una macchina organizzativa che non è all'altezza del compito. "Andrebbero riorganite le strutture di controllo, da quelle municipali a quelle centrali, perchè è una lotta impari - spiega il direttore il numero uno del Simu - noi abbiamo 800 chilometri di strade, i Municipi ne hanno 8.000, con 15 persone nostre e 1 o 2 per Municipi, una situazione che si trascina da anni".

E l'opposizione attacca. "E' un Piano Marshall finto - dichiara in commissione il consigliere dem Orlando Corsetti - non c'è proprio nulla di straordinario è solo un ordinario concentrato in un momento di emergenza". Gli fa eco il presidente della commissione Trasparenza Marco Palumbo: "Il piano Marshall semplicemente non esiste". Idem dal centrodestra: "Siamo di fronte a un vero e proprio bluff - commenta Francesco Figliomeni di Fratelli d'Italia - se solo si considera la scarsità delle risorse messe a disposizione degli uffici, oltre all’incapacità di amministrare".

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