Buche, opposizioni contro Gatta: "Si dimetta". Agnello (M5s): "Colpa dei rattoppi a freddo"

Polemiche dopo la pioggia che ha fatto saltare l'asfalto

Buche su via Flaminia

Tutti contro Margherita Gatta. Per le forze di opposizione l'assessore ai Lavori pubblici deve dimettersi. E in maggioranza, seppur nascosti, serpeggiano i soliti malumori. Ventiquattro ore di pioggia sono bastate a far saltare l'asfalto sulle strade della città - con annesse code di automobilisti infuriati dal gommista - e a risvegliare le polemiche politiche. 

"Transitare per Roma è un vero incubo, è impossibile andare a più di 10 all'ora" twitta il consigliere del Partito democratico Orlando Corsetti. "L'amministrazione Raggi, non in grado di dare corpo alle misure necessarie per la manutenzione stradale" attacca la consigliera Ilaria Piccolo. E ancora da Fratelli d'Italia il capogruppo Andrea De Priamo: "E' una situazione da terzo mondo, i grillini hanno trasformato la capitale d'Italia in una Baghdad. L'assessore Gatta ha fallito su tutta la linea. Si dimetta".

Un'ipotesi, quella dell'addio di Gatta, emersa più volte da quando è stata scelta da Virginia Raggi per guidare uno degli assessorati più complessi del Campidoglio. A ogni rimpasto di giunta il suo nome è tra i primi insieme a quello di Pinuccia Montanari all'Ambiente. In maggioranza c'è chi la giudica non all'altezza del compito assegnato. Ma stavolta si preferisce tagliare corto: "E' noto come la pensiamo in molti, inutile tornarci sopra". Qualcuno prova a difenderla ricordando che servirebbe un tesoro per riparare tutte le strade di Roma: "Solo per rifare 800 chilometri dovremmo avere un miliardo e mezzo di euro".

"Magari è un po' impacciata e dà risposte che possono far sorridere, ma ha passione per il suo lavoro" dice la presidente della commissione Lavori pubblici Alessandra Agnello. Che però ammette che "i rattoppi a freddo così non vanno bene". E ancora: "Sono quelli che abbiamo fatto ad aprile-maggio, dopo la nevicata, che sono saltati. E poi molte strade con l'asfalto vecchio".

Già, i sacchi di asfalto a freddo utilizzati nella maggior parte degli interventi di manutenzione ordinaria specie se si tratta di carreggiate da mettere urgentemente in sicurezza, costano poco (circa 10 euro al metro quadro contro i 12 del bitume a caldo) ma durano altrettanto. Sono pensati per le emergenze. E a Roma si usano da anni e anni. Andrebbero sostituiti a stretto giro, altrimenti sono destinati a morire al primo acquazzone. Dall'assessorato si apprende che è allo studio l'utilizzo di nuovi conglomerati che possano resistere maggiormente a condizioni atmosferiche avverse.

Ricordiamo che a giugno era partita la sperimentazione, in alcune strade di III e VIII municipio, di una pellicola a base di Gilsonite. Non propriamente un asfalto per riparare le buche ma un materiale, sigillante, di mantenimento. Com'è finita? Apprendiamo che le analisi effettuate dal dipartimento Simu hanno dato buoni risultati. Sono in corso ulteriori valutazioni per capire come e se estendere la sperimentazione ad altre zone. 

Proprio pochi giorni fa, intervistata dal nostro giornale, Gatta si diceva stufa di quell'epiteto, "Capitale delle buche",  che sembra non mollare la città. Sono settimane che l'assessore ripete che "stiamo lavorando". Ci sono i 60 milioni di euro del Governo nazionale, oltre 150 per infrastrutture (non solo strade) nel bilancio triennale del Comune, e il bando europeo triennale da 78 milioni, dopo due anni di attesa, è stato finalmente aggiudicato. 

Eppure, al netto delle ottime intenzioni, sono bastati davvero due giorni di pioggia perché le carreggiate si trasformassero in percorsi a ostacoli, con pericolosi crateri nascosti sotto l'acqua. 

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