La partita dell'acqua sulle case popolari: Ater e Acea al tavolo per gestire 48 mila bollette

Ater vuole sostituire i contatori generali con quelli individuali. Per l'azienda il costo annuale è di 10 milioni di euro

Partita aperta sull’erogazione dell’acqua alle case popolari della Capitale. Da una parte l’Ater, alle prese con un piano di sostituzione dei contatori generali delle palazzine che diventeranno individuali. Dall’altra Acea, la multiutility controllata dal Campidoglio, che porta l’acqua nelle case di tutti i romani. La posta in gioco vale circa 10 milioni di euro all’anno. Questo il peso delle quasi 48 mila case gestiste dall’azienda regionale, che oggi pagano l’utenza idrica insieme al canone di locazione. Spetta ad Ater girare quanto dovuto per il servizio ad Acea e farsi carico dei 4,5 milioni di euro all’anno di morosità degli inquilini. 

Così, dopo che "la situazione debitoria è stata appianata", specificano da Ater, l'azienda regionale è decisa a proseguire con il piano concordato con i vertici Acea nel 2017, sotto la presidenza di Luca Lanzalone, che si è dimesso nel giugno del 2018 dopo il coinvolgimento nell’inchiesta sul progetto dello stadio della Roma. Sul progetto, ora, è stata riaperta la trattativa tra le due società. Con i contatori individuali Acea non solo dovrà assicurarsi il pagamento di ogni bolletta, e farsi carico di gestire le morosità, ma dovrà anche riconoscere il cosiddetto ‘bonus idrico’, lo sconto sui costi del servizio previsto per le famiglie con i redditi più bassi, che nelle case popolari sono la maggior parte.

Come raccontato da Romatoday, Ater è pronta a riconoscere l’allaccio dell’utenza anche a quanti vivono nelle case pubbliche senza alcun titolo e che, in base a quanto previsto dall’articolo 5 del Piano Casa approvato nel 2014 dal Governo Renzi, non possono ottenere né residenza né l’allaccio ai servizi pubblici. Per evitare un “possibile disastro sociale”, l’azienda regionale ha predisposto una ‘liberatoria’ che i singoli inquilini senza residenza potranno presentare al Servizio direzione lavori e attività tecniche di viale di Valle Aurelia 257 così da vedersi riconosciuta l’attivazione dell’utenza.

L’interlocuzione tra i due enti è aperta. Del piano di Ater se ne è parlato lunedì pomeriggio nel corso di un’assemblea pubblica con gli inquilini delle case popolari di Tor Sapienza alla quale erano presenti l’assessore all’Urbanistica, Massimiliano Valeriani, il direttore generale di Ater, Andrea Napoletano, e il dirigente di Ater, Giancarlo Mongelli, sul posto per presentare un piano di ristrutturazione del complesso immobiliare.

Tra le principali lamentele dei residenti, anche il costo “troppo oneroso” della componente relativa al servizio idrico richiesta insieme all’affitto. “Acea non riconosce il bonus idrico ad Ater, che invece viene riconosciuto ai singoli utenti con redditi bassi”, ha spiegato Mongelli. “Con il piano di ‘trasformazione idrica’ ogni appartamento avrà il suo contatore e ogni famiglia potrà così chiedere lo sconto che gli spetta. È anche a causa del peso così alto della componente dell’acqua in bolletta che molti inquilini diventano morosi. Inoltre Ater sta rientrando anche dei suoi debiti con Acea. L’interlocuzione è in corso”. 

Romatoday ha contattato Acea ma, per il momento, non ha ottenuto alcun riscontro. 

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