Caffè amaro al Bioparco di Roma, punti ristoro chiusi: dieci lavoratori licenziati

La concessione del servizio di ristoro scaduta, nel nuovo bando niente garanzie per i vecchi dipendenti che protestano in Campidoglio: “E’ una vergogna, intervenga la Sindaca”

il presidio dei lavoratori davanti al Campidoglio

Punti ristoro chiusi e dieci lavoratori licenziati. Succede al Bioparco di Roma dove da due mesi i dipendenti della ditta del vecchio appalto di ristorazione sono in presidio permanente per chiedere di essere reintegrati. 

Il Bioparco di Roma senza punti ristoro

Per loro il licenziamento è arrivato il 31 ottobre scorso, “ma la crisi – spiega a RomaToday Maria Sarsale del Cobas Lavoro Privato – è iniziata nel 2018 quando Nas e Asl hanno chiuso due dei locali di ristorazione del Bioparco. A quel punto la Fondazione avrebbe dovuto fare dei lavori di ristrutturazione, indire una gara”. 

Ma non solo, gli impegni si sono accavallati. “Vista la scadenza della concessione della vecchia ditta, già più volte prorogata, avrebbe dovuto anche pubblicare un bando per affidare il servizio e, in base agli impegni presi, dare anche garanzia di continuità occupazionale. Tutto ciò – denuncia Sarsale – non è avvenuto”. 

Bioparco, punti ristoro chiusi: dieci lavoratori licenziati

Ad oggi i punti ristoro sono chiusi, “il Bioparco – si legge sul sito - ha avviato il progetto di ristrutturazione al fine di garantire un servizio migliore”, i vecchi dipendenti senza un’occupazione. 

l bando di gara per affidare bar e locali è stato pubblicato solo qualche giorno fa, “a tre mesi dal licenziamento e senza alcun riferimento alla continuità occupazionale dei lavoratori estromessi” – accusano dal Cobas. 

Da qui la protesta: una lettera alla Sindaca Raggi e un banchetto di raccolta firme davanti al Bioparco rimasto orfano dei punti ristoro, al loro posto i distributori automatici.

Ristorazione Bioparco, i lavoratori protestano in Campidoglio

Una mobilitazione che oggi arriverà in Campidoglio. “Esporremo una vera e propria gogna. Il nostro intento è quello di incontrare la Sindaca Raggi per consegnarle la nostra lettera e chiedere un deciso intervento della Giunta sul bando di gara della ristorazione del Bioparco. Nonostante gli impegni e i pareri degli assessori all’Ambiente, la Fondazione Bioparco, a partecipazione capitolina, - denuncia Sarsale - ha portato alla chiusura di alcuni locali prima e al licenziamento poi dei lavoratori. Disattendendo gli impegni di tutela occupazionale, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha lasciato scadere i termini dell'appalto e chiuso, temporaneamente, tutti i locali della ristorazione”.

Il sindacato chiede l'inserimento di una clausola di salvaguardia nel nuovo bando di gara che preveda il loro pieno reintegro sul posto di lavoro delle dieci persone licenziate. “Qualunque altra alternativa possibile è una ‘verGogna’ che non potremo accettare. Il Bioparco è e resta un patrimonio della città, e la sua gestione – tuona il Cobas - non può e non deve essere lasciata all'arbitrio di un CDA che ad oggi ha prodotto solo precarietà occupazionale”. 
 

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