Bilancio, Morgante incontra i minisindaci: lavori in corso per il 'decentramento' municipale

L'assessore al Bilancio ha incontrato ieri i presidenti di municipio. Sul tavolo la possibilità fare in modo che parte delle risorse arrivino direttamente sui territori

Prove tecniche di bilancio condiviso. L'assessore capitolino Daniela Morgante ha incontrato ieri i quindici minisindaci della Capitale. Se i numeri su cui lavorare ancora non sono definitivi, la partita infatti si gioca anche a livello nazionale, la strada vuole essere quella promessa settimane fa: la manovra previsionale 2014 dovrà essere il più possibile condivisa.

Nei progetti dell'assessore Morgante, l'elaborazione di quello che è stato presentato più volte come una sorta di 'federalismo municipale'. Obiettivo: fare in modo che nei municipi, sempre in affanno per la mancanza di trasferimenti di risorse dall'amministrazione centrale, arrivino più risorse attraverso l'individuazione di voci in entrata e di spesa che rimangano direttamente sui territori. Oltre al 'decentramentro delle entrate', allo studio c'è anche l'introduzione di un principio che premia i municipi 'virtuosi' nella riscossione di entrate come per esempio l'occupazione di suolo pubblico.

Il tempo non è molto, il documento contabile dovrebbe arrivare ad approvazione entro il 28 febbraio, ma la strada è ancora lunga. Sulla manovra pesa soprattutto la definizione della Tasi che sostituirà la vecchia Imu. In ballo per il Campidoglio ci sono 186 milioni di euro. E' questo il “tassello mancante”, per usare le parole dell'assessore Morgante, attorno a cui si gioca la difficile partita del bilancio capitolino. Ieri il Governo in un incontro con l'Anci si è impegnato a coprire per i comuni il passaggio dall'Imu alla nuova tassa. Al centro della trattativa anche l'aumento dell'aliquota della nuova tassa.  

“Quello di oggi con l’Assessore Morgante, è stato un incontro molto incoraggiante per i Municipi” ha commentato il Presidente del Municipio Roma XI, Maurizio Veloccia. Non più una “semplice riproposizione della spesa storica, magari tagliata”. Per Veloccia “è necessaria una reale redistribuzione delle risorse tra centro e periferia, da sostanziare attraverso l’individuazione di voci di entrata e di spesa che rimangano sul territorio oltre alle entrate legate agli interventi urbanistici, comprese quelle relative al Piano Casa ed alle monetizzazioni”. Poi conclude: “La vera sfida oggi è, quindi, avviare una reale procedura di decentramento di competenze, di funzioni, di poteri e di responsabilità e, di conseguenza, anche delle entrate. Basta poco. Oggi ho proposto di sostanziare questi intenti iniziando con un minimo trasferimento centro-periferia pari all’1% della spesa corrente, circa 70 milioni di euro, da spostare dal Bilancio centrale a quello dei Municipi”.

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