Ama, il collegio sindacale striglia Bagatti: "Approvi bilancio entro il 30 maggio"

La nota all'amministratore pro tempore firmata dal presidente Mauro Lonardo, che invita i vertici a "rispettare i termini di legge"

Immagine d'archivio

Il 29 giugno è il termine ultimo fissato dalla normativa per l'approvazione dei conti aziendali in Assemblea dei soci. E ben prima, il 31 maggio, scade anche la disponibilità delle banche al rinnovo delle linee di credito, impossibile senza i documenti in ordine. A chiedere un'accelerata ai vertici di Ama, la partecipa dei rifiuti di Roma, è il collegio sindacale di via Calderon de la Barca in una nota protocollata che RomaToday ha potuto visionare: entro la prossima settimana tocca dare improrogabilmente il via libera al bilancio 2017 e, di conseguenza, anche a quello del 2018.

Il presidente del collegio Mauro Lonardo ha scritto direttamente all'amministratore unico Massimo Bagatti, nominato pro tempore al posto dell'ex numero uno Lorenzo Bagnacani, cacciato proprio a seguito della bocciatura da parte del Campidoglio del rendiconto 2017. A febbraio, lo ricordiamo, la giunta Raggi ha detto no al documento contabile non riconoscendo 18 milioni iscritti tra i crediti aziendali per servizi cimiteriali arretrati (QUI TUTTI I DETTAGLI). E aprendo la crisi ancora in corso. Da allora l'azienda tira a campare senza due bilanci, 2017 e 2018. Ma ora il tempo stringe. 

Stando ai paletti fissati dalla normativa, che in regime ordinario prevede l'approvazione dei conti aziendali entro il 31 marzo di ogni anno, stanno per scadere anche i 180 giorni (concessi in via eccezionale a partire dal 1 gennaio). Anche perché i revisori del collegio devono poter visionare la documentazione con almeno un mese di anticipo per potersi esprimere, e inviare il rendiconto al Socio unico, il Campidoglio, 15 giorni prima che si riunisca l'Assemblea dei soci per l'ok finale. 

Senza contare, e Lonardo lo ricorda, che il 31 maggio, è scritto nella nota, "termina la data di ulteriore proroga concessa da parte delle banche per la riattivazione della disponibilità delle linee di credito, che presuppone la messa a disposizione del contratto di servizio, pegno e bilancio 2017/2018"

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Insomma, al netto del fatto che le tempistiche sono state più volte sforate, il messaggio è chiaro: fare in fretta. Con il pressing dei giudici contabili che sulla questione bilancio Ama hanno aperto un'indagine. Doppio il filone: un possibile danno erariale per la partecipata dei rifiuti dalla mancata approvazione del documento, e la questione degli stipendi pagati proprio al Collegio sindacale presieduto da Lonardo. Ricordiamo che, sulla carta, l'organismo sarebbe decaduto già a settembre, ma rimasto in carica proprio a seguito dello stallo sui conti. E nella documentazione portata ai pm dallo stesso Bagnacani, c'è il parere del superconsulente Antonio Catricalà, secondo cui il collegio doveva essere sostituito. 

Tesi che, se sposata anche dai giudici, potrebbe portare a richiedere un risarcimento per i pagamenti fatti dall'azienda ai revisori non più in carica. Non è un caso che lo stesso Lonardo abbia richiesto in queste ore ai dirigenti la sospensione dei pagamenti degli stipendi, non ancora erogati, tra ottobre 2018 e marzo 2019. 

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