Ama, habemus bilancio: il Cda approva i conti del 2017. Perdite per 136 milioni di euro

Il rosso deriva dalla svalutazione del Centro Carni comunicata ad Ama dalla società di gestione del fondo immobiliare

Immagine d'archivio

Habemus bilancio, dopo più di un anno di attesa. Il cda di Ama ha approvato oggi i documenti contabili del 2017, quelli rispediti al mittente dal Campidoglio quando ai vertici, fino allo scorso mese di febbraio, c'era l'ex presidente Lorenzo Bagnacani. "Il valore della produzione è pari a oltre 810milioni di euro e il MOL (margine operativo lordo) si attesta al 15,9% del valore della produzione. Migliora sensibilmente e ulteriormente, per ben 57 milioni, la posizione finanziaria netta dell’azienda, essendo l’indebitamento finanziario diminuito di quasi il 40% rispetto al 2010 e sceso da 585 milioni di euro a 327 milioni del 2017 (-57 milioni rispetto all’anno precedente). Anche l’ammontare dei debiti verso i fornitori, più che dimezzato nell’arco degli ultimi nove anni – dai 350 milioni del 2009 ai 152 milioni del 2016, dunque circa -60% – si riduce di ulteriori 9 milioni, scendendo a 141 milioni di euro" comunica in una nota Ama Spa. 

Le perdite, pari a circa 136 milioni di euro, "derivano in massima parte dalla rettifica del valore (dai 137 milioni stimati del 2009 agli attuali 31,5 milioni di euro) del complesso del Centro Carni comunicato ad Ama dalla società di gestione del fondo immobiliare, proprietario dell’asset, istituito dieci anni fa per la valorizzazione dello stesso. Nonostante ciò, Ama risulta avere un patrimonio netto positivo per circa 134 milioni di euro". 

"Che il patrimonio netto dell’Azienda sia positivo e resti ampiamente sopra un terzo del capitale sociale è molto importante" afferma la presidente di Ama Luisa Melara dopo l’approvazione del bilancio 2017 dell’azienda. "La gestione caratteristica è in sostanziale equilibrio - aggiunge - consentendo all’azienda di fare regolarmente fronte alle obbligazioni assunte. Anche la gestione finanziaria è sostenibile, dunque ci sono a nostro avviso tutte le premesse, anche facendo chiarezza fino in fondo su partite incagliate o dubbie del passato, per ridare vigore e slancio all’azienda: una sfida impegnativa che, d’intesa con Roma Capitale, vede unito e determinato il nuovo Consiglio di Amministrazione". 

Mentre l’amministratore delegato di Ama Paolo Longoni sottolinea: "Nello stato patrimoniale passivo abbiamo computato e recepito, obbligatoriamente, voci sulle quali sono intervenuti effetti di norme ed eventi occorsi successivamente all’approvazione dell’esercizio precedente. Ascrivere a bilancio la stima immobiliare del Centro Carni è un atto dovuto, nel rispetto delle leggi: la valutazione di mercato che ogni anno viene redatta da esperti indipendenti nominati, in base alle normative Consob, dalle società di gestione dei fondi immobiliari, infatti, difficilmente può essere confutata da chi detiene le quote di un fondo. Inoltre i corretti principi contabili impongono che determinate perdite di valore note devono essere riportate nel primo bilancio utile ancora da approvare. Chiediamo pertanto a chiunque di commentare con serietà i dati di bilancio attuali e futuri dell’azienda e il lavoro che io e i colleghi stiamo facendo con estrema correttezza e trasparenza". 

Infine il consigliere Massimo Ranieri commenta: "Faremo ogni sforzo per far muovere e ripartire l’azienda. Lo sblocco delle assunzioni in questo senso è importante: sarà possibile, già dall’autunno, reintegrare con nuove risorse parte degli oltre 450 addetti, operatori ecologici, meccanici e autisti, venuti meno con il blocco del turn-over durato un decennio. Tornare a reinvestire in maniera oculata sul capitale umano vuol dire mirare a ottenere servizi di pulizia e raccolta rifiuti più efficienti". 

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