Verde pubblico al collasso, il Comune lancia sos: "Cercasi volontari per la vigilanza di 27 parchi"

Dovranno occuparsi di apertura e chiusura dei cancelli, sollecitare il deflusso delle persone, verificare che nessuno resti dentro, perlustrare il territorio. Il Dipartimento Ambiente ha già pubblicato l'avviso

Immagine d'archivio, villa Sciarra

Un appello ai cittadini per la vigilanza delle aree verdi, 27 in totale, dalle ville storiche del centro ai parchi pubblici della periferia, con un avviso pubblico che oltre i formalismi delle carte suona disperato. Perché i bandi sono bloccati da Mafia Capitale, i giardini aperti h24 alla mercè di vandali e bivacco non li cura più nessuno, e il patrimonio verde della Capitale rischia il collasso. 

Il file pdf è uscito il 9 giugno (QUI IL LINK), pubblicato dal Dipartimento Tutela Ambiente sul sito del Comune. L'amministrazione cerca associazioni di volontariato "per lo svolgimento di attività gratuite relative al servizio di supporto alla vigilanza nelle ville, parchi e giardini". Ma più che supportare si tratta di fare, e basta. 

Cittadini volontari che aprono e chiudono i cancelli al mattino e alla sera, salvo 7 casi (su 27) in cui il Servizio Giardini già pensa all'apertura, armati di fischietto, di telefono per chiamare il Dipartimento o le forze dell'ordine in caso di movimenti sospetti o quadri di degrado particolarmente critici, pettorina con scudo rosso e logo di Roma Capitale. Insomma, un contingente di leva per l'ultima chiamata alle armi sta per scendere in campo. 

Le attività sono a titolo gratuito, ma è previsto un rimborso spese, specie per chi si candiderà per la vigilanza di più parchi da raggiungere nella stessa giornata con propri automezzi. Si va da 7 euro per 2 ore di attività in una sola area, a 13 per 4 ore e più di un giardino, a 17 se si usa la macchina.

Dovranno sollecitare il deflusso delle persone, verificare che nessuno resti dentro, perlustrare il territorio per scovare eventuali esche avvelenate per animali domestici. E non parliamo di fazzoletti verdi dimenticati ai confini del Raccordo ma di grandi parchi e ville storiche della città. Dai giardini del Quirinale, villa Sciarra, villa Chigi, villa Borghese al Parco di Centocelle e Villa De Sanctis.

Un elenco di aree pubbliche da mesi ridotte al limite del fruibile per grandi e bambini, e non certo soltanto per colpa di vandali, clochard o polpette avvelenate. L'altro enorme punto interrogativo sul fronte del verde, si sa, è la manutenzione. Prati che nessuna taglia più da settimane, trasformati in giungle, foreste, savane, a secondo della similitudine che piace di più. Ridotti comunque in condizioni pietose. Forse anche qui serve l'esercito, di volontari. 

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