Bando case popolari: il Comune chiede l'annullamento, la Regione concede una proroga al 17 febbraio

Il bando è rimasto aperto otto giorni. Il Campidoglio: "Tempi troppo stretti". La Regione: "Rispettato quanto previsto per legge"

Il Campidoglio chiede l'annullamento. La Regione risponde ottenendo dal ministero la proroga. Risultato: per partecipare al bando che stanzia quasi 22 milioni di euro per la realizzazione di nuove case popolari le Ater e i comuni del Lazio avranno tempo fino al 17 febbraio. La decisione è stata resa nota dalla Regione Lazio nel pomeriggio di oggi, a poche ore di distanza da una comunicazione di fuoco con cui la sindaca Virginia Raggi e l'assessora comunale alle Politiche abitative, Valentina Vivarelli, hanno puntato il dito contro i tempi stretti concessi dalla regione chiedendo di ritirare il bando e annunciando il ricorso alle vie legali.

Il finanziamento fa parte di uno stanziamento nazionale di 250 milioni di euro messo sul piatto delle regioni e delle province autonome italiane dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 4 luglio del 2019 ha ripartito le risorse, assegnando al Lazio 21.840.504,75 euro. Obiettivo: aumentare "la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica" privilegiando "il recupero, la messa in sicurezza e l’efficientamento del patrimonio esistente" in base al principio del "consumo di suolo zero". Potevano richiedere finanziamenti le Ater regionali e i comuni del Lazio con popolazione superiore a 50mila abitanti. Come riportato da Romatoday, il 16 gennaio scorso, per Roma ha partecipato l'Ater ma non il Comune.

E' stata proprio la diffusione di questa notizia a suscitare la reazione prima dell’assessora Vivarelli (che era stata contattata dalla redazione anche prima della pubblicazione dell’articolo, ndr) poi della sindaca e di una serie di consiglieri capitolini a guida Movimento cinque stelle. “Gli esigui termini previsti per la presentazione degli interventi”, la denuncia di Raggi e Vivarelli “hanno reso quanto mai difficoltosa, per non dire impossibile, la presentazione di idonee progettualità. Altre Regioni hanno concesso termini ben più ampi”. Non solo. “L’avviso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (BURL) soltanto il 31 dicembre 2019, ad avvenuta scadenza dei termini per la partecipazione, ledendo l’interesse legittimo di Roma Capitale e di tutti gli altri Comuni aventi diritto”. Roma Capitale “inoltrerà una segnalazione anche al Difensore Civico della Città Metropolitana e a quello della Regione Lazio. La Sindaca Virginia Raggi ha infine dato mandato all’Avvocatura comunale di adire le vie legali per la tutela dei diritti dell’amministrazione capitolina nelle sedi opportune”.

Poche ore dopo la Regione Lazio ha replicato così: “In merito all'avviso pubblico regionale per 21 milioni di euro destinati a finanziare progetti di nuove case popolari da parte delle Ater e dei Comuni del Lazio, si precisa che la Direzione regionale competente ha ricevuto questa mattina il benestare del Ministero delle Infrastrutture per la proroga del bando. Pertanto, nei prossimi giorni, verrà pubblicato l’avviso di estensione dei termini di apertura del bando fino al prossimo 17 febbraio”. E infine una precisazione: “L'Amministrazione regionale ha pubblicato il bando rispettando i tempi previsti dal Cipe: si tratta infatti di fondi non spesi dai Comuni, che sono stati recuperati e assegnati alle regioni per sostenere il diritto all'abitare”.

Per capire meglio come sono andate le cose basta una breve cronologia. Tutto parte il 4 luglio del 2019 quando il ministero delle Insfrastrutture stabilisce quanti fondi spettano a ciascuna regione. Per il Lazio, come detto, sono quasi 22 milioni di euro. La delibera del Cipe viene pubblicata il 16 novembre 2019 e concede 45 giorni di tempo alle regioni per individuare i beneficiari. La Regione Lazio lo emette circa un mese dopo, il 13 dicembre, con chiusura in base a quanto fissato dalla delibera Cipe, il 20 dicembre. Otto giorni, compresa una domenica. La delibera viene pubblicata sul bollettino ufficiale della Ragione il 31 dicembre, a bando scaduto. Il 3 gennaio l’assessore alle Politiche abitative, Massimiliano Valeriani, scrive su Facebook: “Abbiamo pubblicato l'avviso per 21 milioni di euro per finanziare progetti di nuove case popolari dei comuni e delle Ater. Buona giornata”.

Il 16 gennaio Romatoday spiega con un articolo di che cosa si tratta e quali progetti interesseranno Roma, dove l’ultima graduatoria per una casa popolare conta oltre 13 mila famiglia in attesa. Per la Capitale solo l’Ater di Roma si è fatta avanti con quattro progetti, il primo dei quali prevede la realizzazione di 68 abitazioni a Ponte di Nona, appartamenti che, una volta costruiti, concorreranno comunque a far scorrere la graduatoria comunale a favore di quanti risiedono a Roma. Il 17 gennaio il Pd capitolino annuncia un'interrogazione. Domenica 19 gennaio l’assessora Vivarelli scrive: “Siamo alla farsa! La Regione Lazio ha concesso a differenza di altre Regioni italiane, solo 7 giorni di tempo, fra cui due festivi, per partecipare all’avviso pubblico”. Poi l’attacco di ieri 22 gennaio. Infine, nel pomeriggio di oggi, la proroga concessa dal ministero al 17 febbraio.

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