Al Lazio 22 milioni di euro per le case popolari: da Ater quattro progetti, il Comune di Roma non partecipa al bando

Si tratta di finanziamenti stanziati dal Cipe. La graduatoria non è ancora stata pubblicata

Immagine di repertorio

Poco meno di 22 milioni di euro per aumentare “la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica”. Un avviso pubblico della Regione per selezionare progetti “privilegiando il recupero, la messa in sicurezza e l’efficientamento del patrimonio esistente” in base al principio del “consumo di suolo zero”. Potevano richiedere finanziamenti le Ater regionali e i comuni del Lazio con popolazione superiore a 50mila abitanti intenzionati a usufruire dei fondi per “dare risposta al disagio abitativo”. I termini sono scaduti il 20 dicembre del 2019. E anche se Roma ha un disagio abitativo alle stelle, con oltre 13mila famiglie in attesa di un alloggio popolare e centinaia di inquilini delle case del Comune al freddo per assenza di manutenzione, per la Capitale si è fatta avanti l’Ater mentre il Comune di Roma non ha depositato alcuna proposta.

Il finanziamento fa parte di uno stanziamento nazionale di 250 milioni di euro messo sul piatto delle regioni e delle province autonome italiane dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ripartito le risorse, assegnando al Lazio 21.840.504,75 euro, il 4 luglio del 2019. Proprio in quei giorni Comune e Regione stavano affrontando uno dei nodi del disagio abitativo romano con lo sgombero senza soluzioni abitative di circa 250 persone residenti nell’ex scuola occupata di Primavalle. La delibera del Cipe ha dato alle regioni 45 giorni di tempo per individuare i beneficiari delle risorse. Il conto alla rovescia è scattato il 16 novembre 2019, data della pubblicazione della delibera sulla Gazzetta ufficiale. Il bando è stato emesso dalla Regione Lazio circa un mese dopo, il 13 dicembre, e si è chiuso allo scadere dei tempi fissati dal decreto, il 20 dicembre 2019.

La delibera Cipe prevede “interventi di recupero e ristrutturazione di immobili esistenti, acquisto e, solo in misura residuale, nuove costruzioni” da “destinare alla locazione permanente con canone di edilizia sovvenzionata (case popolari, ndr)” e “alla locazione permanente o con patto di futura vendita al termine della locazione con canone agevolato”. Tutti gli interventi devono essere cofinanziati “da soggetti pubblici e/o privati per una quota pari ad almeno il 20% del finanziamento statale”. E ancora, viene prescritta attenzione all’efficientamento energetico, al superamento delle barriere architettoniche, “all’incremento della qualità urbana” attraverso la realizzazione di scuole, asili e attrezzature sportive. Ogni proposta prevede un minimo di 5 e un massimo di 10 milioni di euro di contributo.

La graduatoria dei progetti e delle rispettive assegnazioni economiche non è ancora stata pubblicata dalla Regione Lazio. Ma secondo quanto apprende Romatoday il Comune di Roma non ha partecipato. L’Ater di Roma ha invece presentato quattro proposte. Tra queste c’è il completamento del progetto del piano di zona di Ponte di Nona, in parte consegnato tra il 2008 e il 2009, per un totale di 68 nuovi alloggi popolari e una richiesta di finanziamento di 10 milioni di euro (su un totale di 12,5 milioni). Il recupero e la ristrutturazione di fabbricati a Primavalle e a San Basilio per un totale di 110 alloggi per il primo e 136 per il secondo. Il finanziamento richiesto è di 5,6 milioni di euro per il primo (su un totale di 7) e 6 per il secondo (su un totale di 7,5). A riguardo Ater fa sapere che si tratta di appartamenti di edilizia pubblica già abitati che verranno ristrutturati senza prevedere lo spostamento degli attuali residenti.

Infine, c’è la proposta di acquisto e ristrutturazione di un immobile Inps, per un totale di 60 nuove case popolari e 10 milioni di euro di finanziamento richiesto (su un totale di 12,5 milioni e mezzo). Questi progetti, fa sapere ancora Ater, non rientrano nel piano triennale da 700 alloggi già annunciato nei mesi scorsi da Ater e dalla Regione Lazio. Bisognerà attendere la graduatoria regionale per capire quali progetti verranno finanziati e in che misura.

A commentare la notizia il sindacato Unione Inquilini che nei giorni scorsi aveva chiesto pubblicamente al Campidoglio un riscontro in merito alla partecipazione all’avviso pubblico. “La città ha fame di case eppure il Comune non si degna nemmeno di partecipare”, le parole di Fabrizio Ragucci, segretario romano del sindacato. “Al contrario la Giunta Raggi non perde occasione di investire tempo e soldi in progetti di social housing, vero e proprio cavallo di Troia per demolire l’edilizia popolare, come avvenuto recentemente con Reinventiamo Roma”, che prevede l’affidamento ai privati della ristrutturazione e della gestione di quattordici edifici di proprietà comunale, tra cui anche l’ex scuola di via Cardianal Capranica sgomberata il 15 luglio scorso.

Aggiunge Massimo Pasquini, segretario nazionale del sindacato: “A un mese dall’emanazione dell’avviso non sappiamo quali sono i comuni interessati e cosa hanno intenzione di fare. Non sappiamo quali sono i piani del Comune e se ha fatto richiesta di proroga. Non è nemmeno stata pubblicata la graduatoria da parte della Regione Lazio, cosa che sarebbe dovuta avvenire in tempi brevi dopo la chiusura dei termini. C’è qualcosa che non funziona”. 

Romatoday ha contattato l'assessorato alle Politiche abitative del Comune di Roma ma non ha ricevuto alcuna informazione o commento in merito alla decisione di non partecipare.

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