Bandi sugli impianti sportivi: il Comune comincia con la piscina di San Paolo, a quando gli altri?

La scelta di partire con la struttura gestita dalla SS Lazio Nuoto desta perplessità. Baglio (PD): "Perchè da quella piscina e non dagli altri 73 impianti che beneficiano di proroghe?"Dubbi anche sulla formulazione del bando

A Roma ci sono oltre 70 impianti sportivi che sono in concessione e che presto, come già annunciato dall'assessore allo sport Daniele Frongia, verranno messi a bando. Con quale ordine però non è chiaro. Ha infatti destato peplessità la scelta del Campidoglio di partire dalla piscina gestitata in viale Giustiniano Imperatore dalla SS Lazio Nuoto. Perplessità che sono state messe sul tavolo in occasione di una specifica Commissione Trasparenza svoltasi mercoledì 6 febbraio.

L'indirizzo politico

"Perchè si è partiti con il bando per un impianto la cui concessione è terminata da pochi mesi, mentre  ci sono oltre 70 realtà con assegnazioni scadute, alcune delle quali anche da molti anni?" ha più volte sottolineato la consigliera Svetlana Celli (RomaTornaRoma) durante la seduta di commissione svoltasi in via del Tritone.  "Qual è l'indirizzo politico che viene dato agli uffici sulla delicata materia dello sport in questa città  – ha invece chiesto la consigliera Valeria Baglio (PD) – perchè è chiaro che poi gli uffici fanno il loro lavoro, vedono che è scaduta una concessione, verificano i requisiti della struttura e vanno in gara". 

L'impianto di viale Giustiniano Imperatore, tra San Paolo e Garbatella, è gestito dalla SS Lazio dal lontano 1986. La concessione delle società sportiva è però tterminata a settembre. Da allora ha continuato a pagare il canone dovuto, forse sperando in una proroga che non è arrivata. Di fatto invece, a gennaio, gli attuali gestori hanno scoperto a mezzo stampa che l'impianto era stato messo a bando.

"L'assessore Frongia, con un'apposita direttiva, aveva indicato come priorità la messa a gara di 10 impianti che, per diverse ragioni, non erano operativi" ha spiegato Angelo Diario (M5s), presidente della Commissione Sport del Campidoglio. "L'indirizzo politico era quello ma già a novembre – ha sottolineato Diario – il Dipartimento Sport ha annunciato quali erano le prime 4 concessioni che sarebbero andate a gara". Tra queste realtà, c'era anche la piscina comunale di San Paolo. "Il tema però è perchè non siano ancora stati fatti gli altri bandi, non perchè in questo caso si sia proceduto a farlo" ha provato più volte a pecisare il consigliere Diario.

Priorità agli impianti senza problemi

Nel corso della commissione è emerso che uno dei fattori che hanno fatto ricadere la scelta sull'impianto di viale Giustiniano Imperatore, era che non presentava problemi manutentivi. "Il fatto di essere stati corretti, paradossalmente, ci ha danneggiato" ha sottolineato Massimo Moroli il presidente della SS Lazio Garbatella, durante la commmissione trasparenza. Indice puntato, oltre che sulla tempistica, anche sulla modalità con cui è stato concepito il bando. " Perchè non si è deciso che i soggetti che potevano partecipare dovevano esibire  un curriculum sportivo?" ha più volte domandato il Minisindaco Amedeo Ciaccheri, intervenuto a difesa di una struttura definita "un'eccellenza per il territorio".

Meriti sportivi non premiati nel bando

Una questione ampiamente contestata sia dal presidente della società sportiva  che da quello del Municipio VIII, ha riguardato l'attribuzione di 30 punti all'offerta economica, per elaborare la quale ad una realtà come la Lazio Nuoto che "reinveste tutte le risorse per attività sportive che, fatte ad un certo livello – ha ricordato Moroli – sono molto dispendiose".Attività a cui, tuttavia, non è stato dato il giusto riconoscimento in termine di attribuzione dei punteggi. "Siamo anche la seconda società in Italia per il nuoto paralimpico ed i ma nel bando non viene riconosciuto un punteggio per le attività sportive dedicate alle persone con disabilità" . A ben vedere ci sono però 5 punti, su 100, che vengono destinati all'offerta che incementa i corsi rivolti a over65, gestanti, diversamente abili e mamme con neonati. "Così però si mette sullo stesso piano l'acqua Gym con lo sport paralimpico" ha obiettato Moroli.

Criteri poco trasparenti

Altra anomalia, in un bando passato al setaccio dalla Commissione Trasparenza, ha riguardato la difficoltà d'individuare criteri di valutazione certi. "Venti punti vengono assegnati al cosiddetto piano di manutenzione in base alla maggiore frequenza degli interventi manutentivi. Ma chi stabilisce e chi controlla questa frequenza?" ha obiettato la consigliera Celli.

Un bando da rivedere

In definitiva, a prescindere dal criterio ancora poco trasparente nell'individuazione degli impianti da metter a bando, ci sono da fare considerazioni specifiche proprio su come questo bando è stato realizzato. "Un soggetto con poca esperienza sportiva ma grande capacità economica, può essere in grado di commissionare a dei professionisti la stesura d' un progetto convincente, cosa che non garantisce però la sua qualità in fase di esecuzione – ha obiettato il presidente Amedeo Ciaccheri – ma se questo è il criterio, noi possiamo fare ancora tante commissioni trasparenza, nel frattempo però viene annullata l'esperienza delle realtà sportive dilettantistiche". Il rischio c'è e la piscina di San Paolo, in tal senso, può rappresentare il classico campanello d'allarme. 

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