Decoro: giro di vite su bancarelle e camion bar. Il rispetto delle regole sarà garantito dai Municipi

Nuove limitazioni per le attività commerciali sistemate a pochi metri dai monumenti. Ora serve la firma del protocollo d'intesa. Protesta il Municipio I: "Il nostro territorio è saturo, non sono state trovate nuove postazioni"

Addio a camion bar e bancarelle davanti ai monumenti. Soprintendenza Speciale di Roma, Sovrintendenza capitolina, Polizia Locale e Roma Capitale hanno concluso i lavori del "Tavolo tecnico sul decoro". La battaglia per tutelare le aree pubbliche di particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, ora ha uno strumento in più. Per riuscirvi, bisognerà puntare sul "contrasto alle attività commerciali ed artigianali in forma ambulante o su posteggio" che minano la fruizione  di queste aree di  pregio.

Zone rosse e rosa

Il Tavolo ha lavorato su 5 nuovi ambiti territoriali . Si vanno ad aggiungere ai primi due (Area Archeologica e Centro Storico) che erano già stati definiti nel 2014. Queste aree sono ora classificate in base alle limitazioni che gli ambulanti incontreranno. Le zone rosse saranno  off limits per il commercio su strada, mentre in quelle rosa le autorizzazioni varranno a partire ad una certa distanza dal monumento da preservare. 

Il tavolo per il Decoro e la Cassazione

Il Tavolo, istituito dal Sindaco Marino nel 2014, già nel corso della precedente amministrazione si era contraddistinto per la riduzione del numero di bancarelle in prossimità di alcune aree di pregio. L'iniziativa fu impugnata dai rappresentanti della categoria ed in particolare da Alfiero Tredicine, rappresentante della famiglia che gestisce molte licenze nel centro. La Cassazione, recentemente, ha però chiuso la querelle. I giudici hanno riconosciuto come prerogativa di un Sindaco quella di decidere dove collocare le bancarelle degli ambultanti. Un risultato che, evidentemente, ha spianato la strada a quanti stavano lavorando alle nuove regole per l'ambulantato. 

Le indicazioni della Soprintendenza

"Ci siamo mossi sulla base di alcuni assiomi - hanno spiegato i tecnici della Soprintendenza - Il primo è  che sono considerati monumenti nazionali anche i centri storici. Il secondo è che oltre alla tutela del costruito viene esercitato anche sul non costruito, ovvero il vuoto la cui compresenza permette di leggere le volumetrie dei palazzi e dei monumenti". La nuova "stretta normativa" è stata salutata con favore anche dal Soprintendente Francesco Prosperetti. Ma perchè gli spostamenti di bancarelle, edicole e camion bar diventino effettivi, serve la firma del protocollo d'intesa tra Soprintendenza di Stato, Regione Lazio e Comune di Roma.  L'onere di mettere nero su bianco le autorizzazioni, spetterà invece ai Municipi.

Effetti concreti e lavoro atteso

"A Fontana di Trevi da 7 postazioni passeremo a zero, cosi' in via della Conciliazione o a San Giovanni- ha annunciato l'assessore al Commercio Carlo Cafarotti che, a margine del Tavolo, ha spiegato come finora sia stato fatto il 20% del lavoro  "Il restante 80%  - ha ricordato l'assessore - riguarda la parte attuativa a carico del dipartimento e dei Municipi. C'e' ancora lavoro da fare ma la strada e' avviata".

Le proteste del Municipio I

Preoccupazione è stata invece espressa dall'ente di prossimità che, verosimilmente, sarà quello più coinvolto dalla furura stretta normativa.  "Si scarica tutto sui Municipi, che poi vuol dire sul I Municipio perché il 99% degli ambiti ricade nel nostro territorio. Ma serve un piano cittadino perché il nostro territorio è saturo. Non sono state trovate altre postazioni - si è lamentata Tatiana Campioni, assessore al Commercio del Municipio Centro -  Oggi è stata la dimostrazione che non c'è ancora una soluzione al problema - perchè, ha osservato l'assessora municipale - la politica non ha voluto trovare soluzioni ma solo burocrazia e determine".

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