Ballottaggio Ostia, CasaPound ago della bilancia: Di Pillo e Picca a caccia di voti

Tutte le variabili in campo a 12 giorni dallo scontro finale

Monica Picca (centrodestra) e Giulia Di Pillo (Movimento Cinque Stelle)

Indecisi, astenuti, votanti di destra e di sinistra. Monica Picca e Giuliana Di Pillo, le due candidate approdate al ballottaggio per le elezioni di Ostia, hanno iniziato la caccia all'ultimo voto. La sfida del prossimo 19 novembre appare più che mai aperta. E se il Movimento Cinque Stelle parte in vantaggio, nel centrodestra c'è il desiderio di completare l'impresa e di sovvertire definitivamente il pronostico. Le variabili in campo sono tante. 

Astenuti

Il bacino più ampio da cui pescare è quello degli astenuti. Ha votato un elettore su tre, poco più del 36%. Attingere da quel bacino non sarà facile. Delusi e disillusi difficilmente sono movimentabili in pochi giorni. E' però questo l'obiettivo del Movimento Cinque Stelle che nel 2016 giovò proprio della grande partecipazione alle urne. Di ritorno dal viaggio sui luoghi della memoria, la Raggi tornerà ad Ostia. C'è da capire se anche i vertici nazionali caleranno sul litorale. Di Maio e Di Battista per smuovere gli indecisi: questa una strada. Non escluso però che, fiutata l'aria di possibile, i big vogliano tenersi alla larga, lasciando a Raggi e alla sua squadra il compito di supportare Giuliana Di Pillo. Il famoso effetto Raggi evocato da Ferrara (funziona secondo il capogruppo del M5s) che però in caso di sconfitta potrebbe aprire scenari da resa dei conti nei confronti della sindaca.


I civici

Difficile, praticamente impossibile, che i grillini stringano accordi ufficiali. Più semplice però parlare a bacini elettorali che al primo turno hanno regalato un buon risultato rispettivamente a Don Franco De Donno e ad Andrea Bozzi. Il primo, espressione di un movimento che parla a sinistra, non farà convergere i suoi voti sul centrodestra. I civici che sostengono Bozzi invece, assai critica con la recente gestione grillina, da parte loro difficilmente appoggeranno Di Pillo. Si tratta però di due elettorati più volatili rispetto agli altri e in qualche modo più intercettabili. La scelta grillina, da un punto di vista della collocazione, potrebbe essere quella di parlare a sinistra. 

Partito democratico

Anche perché i voti di Athos De Luca (8900) e del Pd (8600) sono tanti. Il candidato moschettiere si è espresso ufficialmente: "Al ballottaggio lasceremo piana libertà agli elettori e condurremo una dura battaglia nei confronti della inerzia e incapacità della amministrazione Raggi". Tradotto: il partito non dirà di appoggiare nessuno, ma se il M5s perde non dispiace. Indicazioni dall'alto che però nell'elettorato potrebbero non trovare riscontro soprattutto per l'alternativa in campo, quel centrodestra targato Salvini, Meloni e Berlusconi, combattuto in lungo e in largo negli anni passati. E proprio su questa incongruenza, batterà la comunicazione del Movimento Cinque Stelle.

CasaPound 

C'è poi CasaPound. I 5700 voti dei fascisti del terzo millennio fanno gola. Per vicinanza politica sbocco naturale sarebbe il centrodestra. In realtà la complessità del "fenomeno nero" sul litorale non deve ingannare. Marsella ha agganciato consensi in zone un tempo granai di voti della sinistra. L'equazione CasaPound voto di destra non è così automatica. Più corretto è definire il voto di CasaPound il voto dei delusi che nella "tartaruga" hanno visto l'ultima speranza e nei grillini la penultima. Marsella dal canto suo non è netto nella sua chiusura: "Al ballottaggio ci siamo candidati come alternativa, e vogliamo rimanere tale. Non ci sono stati contatti con nessuno degli altri candidati. Indicazione di voto? Nei prossimi giorni daremo una posizione ufficiale". 

Da escludere un dialogo con i grillini, soprattutto per le notizie dell'appoggio della famiglia Spada. Iniziati invece gli ammiccamenti del centrodestra. E' stata Giorgia Meloni a dichiarare oggi, su Radio 1: "Guardiamo con interesse agli elettori di CasaPound, come agli altri elettori che non hanno guardato a noi". 

E ancora: "Siamo due movimenti diversi, non mi pare che abbiamo avuto moltissime cose in comune in questi anni. L'ultima volta che sono andata ad Ostia, quelli di CasaPound sono venuti a fare una contromanifestazione". Sulla possibilità di intese con altri schieramenti, la Meloni ha poi concluso: "Non penso che chiederemo apparentamenti a nessuna forza politica, noi guardiamo agli elettori, a tutte le persone trasversalmente di buona volontà che nel X Municipio vogliono ricostruire. Non amo i partiti autoreferenziali, non amo le coalizioni chiuse dentro a una stanza a spartirsi i posti, penso che i cittadini, le persone che guardano a noi e di noi si fidano, siano esattamente queste persone a dover comandare nel centrodestra".

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