Autostrada Roma Latina: la gara è da rifare ma il progetto resta

Autostrade del Lazio dovrà ripartire dalla stesura delle lettere d'invito. La gara è stata annullata perchè, com'era impostata, lasciava dubbi sulla capacità di restituzione del finanziamento pubblico

Il percorso travagliato dell’autostrada Roma Latina ha incontrato un nuovo ostacolo. Il progetto esecutivo, figlio di un lungo iter amministrativo e di una Conferenza dei Servizi apertasi nel 2009, resta. Ma la gara va rifatta.

La gara aggiudicata nel 2016

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla Salini Impregilo Spa, la capofila di un'associazione temporanea d'impresa che include Astaldi spa, Pizzarotti Spa e Ghella Spa. Nel 2016 l’Ati si era vista sfilare la concessione dal consorzio italo spagnolo SIS e per questo si era rivolta al TAR. Inutilmente. Il secondo grado di giudizio ha però riazzerato la partita.  Autostrade per il Lazio, società partecipata da Anas e Regione Lazio che del progetto è il soggetto attuatore, deve riavviare l'intero iter. Partendo dalla stesura delle lettere d’invito. 

Il rischio per il contributo pubblico

La realizzazione del “Corridoio intermodale Roma Latina e del collegamento Cisterna Valmontone”, era stata impostata sulla base di un project financing, dell’importo complessivo di 2,72 miliardi di euro. Fondi pubblici e privati per realizzare delle infrastrutture di cui si discute esattamente da diciassette anni. Eppure la Banca d’Italia, incaricata di svolgere un’attenta analisi dei costi, ha riscontrato che il rimborso del contributo pubblico era “a rischio inadempimento”. E questo perché “è differito nel tempo e dipendente dalla capacità del debitore di far fronte ai pagamenti previsti sulla sola base dei flussi di cassa prodotti dal progetto”.

L'errore di fondo

Bankitalia ha quindi evidenziato, letteralmente, “una precarietà nella capacità di rimborso” che avrebbe esposto lo Stato al rischio di non vedersi restituire la quota con cui ha finanziato del progetto. Il Consiglio di Stato ha deciso pertanto di accogliere il ricorso della Salini Impregilo, precedentemente rigettato dal TAR perché, in sostanza, è stato riscontrato un errore di fondo nella predisposizione della normativa di gara. 

I soldi prima a banche ed azionisti

Tra le criticità rilevate compare “la scadenza della restituzione che è posta nell’ultimo periodo della concessione, quando dovrebbe essere già assicurata la remunerazione degli azionisti e la restituzione dell’indebitamento bancario”. Non si tratta di un fattore secondario, perché comporta la necessità di recuperare i crediti pubblici in un margine di tempo ristretto, quando cioè la concessione si avvicina alla scadenza. Tradotto in altri termini, il vero rischio d’impresa veniva in tal modo sostenuto tutto dallo Stato. 

A quando l'autostrada?

Si riparte dunque dalle lettere d'invito che, evidentemente, dovranno tenere conto di tutte le criticità manifestate dalla Banca d'Italia. Il progetto però, contestato dai comitati contrari alla realizzazione dell’autostrada, resta sempre in auge. La gara per assegnare la concessione va ora riformulata. I tempi per l’avvio dell’infrastruttura viaria si dilatano. 
 

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