Autodemolitori, Calabrese (M5s): "Norma Regione è sbagliata. Sana anche chi non ha speso un euro per adeguarsi"

L'intervista al consigliere grillino tra i difensori dell'azione del Campidoglio sul fronte rottamatori

Una protesta degli autodemolitori

Non tutti i rottamatori del parco di Centocelle hanno diritto a proroga e delocalizzazione. Chi non ha rispettato le normative vigenti in materia ambientale, al di là del vincolo sul terreno, deve chiudere e basta. Pietro Calabrese, consigliere M5s che ha seguito da vicino la questione autodemolitori, chiarisce le ragioni dello scontro in atto con la Regione Lazio. E della bocciatura dell'emendamento, licenziato dalla Pisana a dicembre, che permetterebbe agli operatori, in via provvisoria, di restare dove sono.

Consigliere, ma non è stato proprio il Comune a riconoscere la necessità di trovare uno strumento normativo che consentisse ai rottamatori di Centocelle di rimanere attivi fino alla delocalizzazione, per loro obbligatoria dato il vincolo sul terreno?

Sì, ma non così. In Regione hanno fatto i furbi, l'emendamento non tiene conto delle prescrizioni della normativa vigente. 

Ci spiega meglio?

Con la norma di dicembre la Regione punta a salvare tutti con autorizzazioni provvisorie. Ma il fatto che sull'area insista un vincolo, e un diritto al trasferimento altrove, non vuol dire che gli operatori non siano stati chiamati nel tempo a dover rispettare le normative in materia che regolano il servizio. Chi non le ha rispettate e ci risulta aver operato per anni in barba alle leggi vigenti, non ha diritto come gli altri a essere delocalizzato. Chiude e basta. 

Quindi ci sta dicendo che dei rottamatori del parco solo una parte ha diritto al trasferimento altrove e, nell'attesa, a operare sul sito. E che la Regione non ha tenuto conto di questo distinguo, giusto?

Esatto. L'emendamento in sè va bene, ma non con quella formulazione che permette di sanare anche i furbi, quelli che non hanno speso un euro per adeguarsi. Ma lo abbiamo scritto in una mozione di luglio scorso. Chiedevamo alla regione un atto idoneo, non proroghe fatte dal Comune che non può autorizzare in via provvisoria, e riscontri scritti entro 7 giorni. Hanno risposto dopo mesi e con un provvedimento inaccettabile. 

Però questo vuol dire che un'interlocuzione tra Comune e Regione c'è stata per arrivare a una soluzione, almeno per una parte dei rottamatori in questione. Perché negarlo arrivando a dire che Montanari, cito testualmente la nota del Campidoglio di ieri, "non aveva il mandato per trattare con i demolitori"?

Penso sia stato un fraintendimento, un qui pro quo. 

E perché Raggi ha detto che per colpa della Regione il parco non può tornare tale? La realtà è che una parte, quella in regola, sul parco ci resta comunque. Finché non si attua la delocalizzazione. 

Sicuramente i tempi della Regione hanno ritardato tutto. 

Ma il piano delle aree per il trasferimento, che è poi lo snodo fondamentale? A che punto siamo?

Ci sta lavorando il dipartimento Urbanistica da tempo. Le aree ci sono. 

Quali sono? Le stesse del 2014 quando ci lavorò l'ex sindaco Marino? 

Alcune non sono più disponibili. Per il resto non posso svelarle. 

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