Non piove, acquedotti a secco: Acea aumenta i prelievi dal lago di Bracciano

E' stato il presidente di Acea Ato2 a comunicare ai comuni lacustri l'aumento delle captazioni. Minnucci (Pd): "E' arrivato il momento di affrontare la vicenda sul lato giustizia"

L'emergenza idrica del lago di Bracciano rischia di aggravarsi. Il grido di allarme arriva dai comuni del comprensorio sabatino che nei giorni scorsi hanno ricevuto una comunicazione da Acea: "I prelievi aumentano". Colpa delle scarse precipitazioni che hanno prosciugato gli acquedotti di Acea Ato 2. Così, quando tutti si aspettavano addirittura una diminuzione delle captazioni, accade l'esatto contrario. 

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La comunicazione è del presidente di Acea Ato2 Paolo Saccani che ha convocato i sindaci dei comuni di Bracciano, Anguillara e Trevignano romano. "Acea", spiegano i tre comuni in una nota congiunta, "aveva sottoscritto un documento, in data 21 marzo 2017, inviato alla Regione Lazio "Direzione Ambiente e Sistemi Naturali Area Tutela e Valorizzazione dello Geodiversità e dei paesaggi" e per conoscenza al Prefetto di Roma, dove aveva dichiarato di mettere in atto tutte le azione necessarie e possibili per limitare i prelievi. Appare oggi purtroppo evidente quanto quegli interventi non fossero adeguati a mitigare quella che appunto i Sindaci già annunciavano come una crisi sistemica del lago mai vista prima".

I comuni però non ci stanno e chiedono l'intervento delle istituzioni: "Rimane forte l’intenzione di proteggere il nostro territorio, per cui ora, è intenzione di procedere alla richiesta che partirà a breve, dell’apertura di un tavolo di crisi presso i Ministeri competenti al fine di affrontare quella che oramai si appresta a diventare una vera emergenza idrica, richiedendo con forza e decisione l’avvio delle opportune opere infrastrutturali acquedottistiche mai avviate e per revisionare l’obsoleta concessione di Acea per la captazione delle acque del Lago di Bracciano".

Ancora più duro l'intervento dell'onorevole PD Emiliano Minnucci: "Si tratta di una decisione indegna e oltraggiosa che, oltre a sminuire l’impegno profuso in questi mesi da cittadini e tecnici, infligge un colpo mortale al nostro territorio che rischia di veder morire uno dei suoi simboli storici e ambientali". 

Pronte le iniziative di protesta: "In quest’ottica, è necessario intraprendere un’azione forte e determinata che vada oltre i tavoli tecnici proposti dai tre comuni rivieraschi che, a loro volta, hanno tutto il dovere di mettersi a capo di una protesta vigorosa, capace di pianificare delle iniziative coraggiose con l’obiettivo di salvaguardare proprio quel lago che hanno l’obbligo di difendere e tutelare. Se questo vuol dire andare sotto il palazzo di Acea con bandiere e fischietti, facciamolo".

E Minnucci guarda già ad iniziative che coinvolgano la giustizia: "A riguardo, poi, viste le reali condizioni emergenziali in cui versa il nostro bacino e data l’indifferenza perpetrata da Acea e dalla stessa Virginia Raggi, penso sia arrivato il momento di affrontare la vicenda anche sul piano della giustizia, sia essa amministrativa, civile o penale. Abbiamo il dovere di mettere in campo ogni azione passando dalle parole ai fatti al fine di scongiurare ciò che oggi, purtroppo, sembra essere inevitabile". 

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