Ater, stop alle occupazioni: videoserveglianza per alloggi ed attività commerciali

Stanziati oltre 3,3 milioni di euro per dotare 600 alloggi ed alcuni locali commerciali di sistemi di videosorveglianza. Il D.G. Napoletano spiega perchè, l'azienda, ha deciso di ricorrere a questa misura

Alloggi Ater al Trullo (foto d'archivio)

Dispositivi anti-intrusione e servizi di telesorveglianza. L'Ater di Roma ha deciso di difendere il proprio patrimonio immobiliare. Degli immobili lasciati liberi infatti, il 15% viene immediatamente rioccuppato e nel 5% di questi casi l'azienda non procede a recuperarne le chiavi. Una parte del patrimonio, in questo modo, viene sottratto a chi ne avrebbe diritto, perchè in lista d'attesa da anni.

Per correre ai ripari, soprattutto nei quartieri più esposti a questi fenomeni come San Basilio, Trullo e Tiburtino III, sono stati stanziati 3milioni e 382mila euro. Si tratta di fondi utili per dotare gli immobili di proprietà o in gestione dell'Ater, d'impianti di videosorveglianza. Almeno per il triennio 2019-2021. Una decisione di cui, Roma Today, ha chiesto spiegazioni al direttore generale dell'azienda, Andrea Napoletano.

Il patrimonio dell'Ater di Roma è sterminato. Quali sono gli immobili che beneficeranno di questo sistema di videosorveglianza?

L' Ater possiede un patrimonio totale di circa 48.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica e circa 3.500 locali ad uso commerciale. Ogni anno, quando un immobile o un locale rientra nel patrimonio disponibile dell’Azienda, è soggetto al rischio di occupazione abusiva, prima che possa essere riassegnato legalmente. La stima che abbiamo fatto riguarda circa 600 alloggi l’anno da allarmare e per i locali commerciali quelli che si ritengono più a rischio.

Come mai avete deciso d'investire sui sistemi di videoserveglianza?

Tra le  “mission” dell’ Azienda c’è anche quella di assicurare la “disponibilità” del bene casa, proteggendola dalle occupazioni abusive e dagli atti vandalici.  Ogni anno infatti,  quando un immobile o un locale rientra nel patrimonio disponibile dell’Azienda, è soggetto al rischio di occupazione abusiva, prima che possa essere riassegnato legalmente. Per salvaguardare gli immobili prima della nuova assegnazione è stato necessario proteggerli con sistemi di protezione e prevenzione alle intrusioni.  

Non si ricordano, a memoria, analoghe iniziative da parte dell'azienda. Perchè ricorrervi ora?

Negli anni passati l’Ater ha gestito appalti di antiintrusione, che si sono però dimostrati nel tempo insufficienti a coprire il fabbisogno ed è per questo che l’ultimo appalto ha visto ampliare il numero degli alloggi da allarmare e definire in maniere più precisa gli aspetti essenziali per presidiare adeguatamente la casa sociale, un bene pubblico.

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