Atac, Campidoglio pronto a vendere sette immobili: Giunta Raggi firma il via libera

Firmata una memoria per la rimozione del vincolo

L'ex deposito Atac a San Paolo

Due rimesse, quattro ormai in disuso e due 'aree'. Il Campidoglio accelera sul processo di vendita degli immobili di proprietà di Atac. La Giunta di Virginia Raggi ha approvato una memoria che  dà mandato al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, in sinergia con il Dipartimento Mobilità e Trasporti, di consentire che possano essere alienati i complessi immobiliari di proprietà di Atac Spa. La destinazione urbanistica attuale, precisa una nota del Campidoglio, va mantenuta "privilegiandone la vocazione a servizi pubblici urbani". 

Una mossa che rientra all'interno del percorso avviato con la richiesta al Tribunale di Roma di concordato preventivo in continuità. Non c'è molto tempo. Il 26 gennaio, infatti, il presidente e amministratore delegato dell'azienda capitolina dei trasporti dovrà depositare ai commissari il nuovo piano industriale che dovrebbe traghettare la municipalizzata fuori da un indebitamento da 1 miliardo e 400 milioni di euro. La notizia si era diffusa a metà dicembre quando Atac ha affidato ad una società esterna, la Real Estate Advisory Group srl, il mandato di valutare le proprietà che, si stima, valgono poco meno di 100 milioni di euro, circa un terzo dell'intero patrimonio aziendale. 

Nell'elenco dei beni da alienare sono state inserite sette proprità. Le ex rimesse “Vittoria” di Piazza Bainsizza, “San Paolo” di Via Alessandro Severo, “Piazza Ragusa”, l’area Garbatella di Via Libetta, l’area Centro Carni di Via Severini, e le rimesse “Portonaccio” di Via di Portonaccio e “Trastevere” di Viale delle Mura Portuensi”.

"Proseguire nel risanamento aziendale anche attraverso misure che mirino a liberare risorse per gli investimenti" scrive in una nota il Campidoglio. "L’Amministrazione capitolina continua a lavorare avendo come obiettivo la tutela del servizio di trasporto pubblico avviata con determinazione, in accordo con l’Azienda Atac, attraverso la decisione di procedere alla richiesta di concordato in continuità aziendale". 

Della vendita del patrimonio Atac se ne parla da oltre dieci anni. L'ultima volta ci aveva provato l'ex sindaco Gianni Alemanno con la maggioranza di centrodestra che nel 2011 aveva votato la delibera 35 che prevedeva la possibilità di valorizzare gli immobili. La decisione aveva sollevato un'ondata di proteste, sia tra i movimenti sociali cittadini sia in Aula Giulio Cesare dove il voto arrivò al termine di una nottata di discussione. Le proteste non mancano nemmeno oggi. Lo scorso 4 dicembre un gruppo di attivisti della rete Cinecittà Bene Comune ha protestato davanti alla sede di Atac di via Prenestina per chiedere di non "svendere" l'ex deposito di piazza Ragusa che i cittadini vorrebbero trasformare in un'eco stazione. Ha fatto discutere anche l'allarme lanciato dal centro antiviolenza Lucha y Siesta a rischio chiusura perché l'immobile, di proprietà di Atac, rischia di essere venduto. Per ora l'immobile di via Lucio Sestio non è nell'elenco dei beni da dismettere ma le proteste si sono già accese. 

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