Atac apre ai privati, l'annuncio di Marino: "Da oggi in cerca di un partner"

La decisione in corcerto con il governatore Zingaretti: "Entro dieci giorni comunicheremo i termini dell'operazione". Poi l'annuncio del cambio di rotta: "Via l'assessore Improta e il cda dell'azienda"

Atac apre ai privati. È quanto annunciato questo pomeriggio dal sindaco Ignazio Marino nel corso di una conferenza stampa convocata proprio sulla problematica situazione dell'azienda capitolina. "Insieme a Zingaretti abbiamo deciso che da oggi Comune, Regione e Atac si impegneranno a cercare un partner industriale mantenendo la maggioranza pubblica dell'azienda” ha spiegato. 

L'INGRESSO DEI PRIVATI - “Abbiamo dato mandato all'azienda di scrivere un piano industriale vero e forte per indire la gara” ed "entro 10 giorni io e il presidente Zingaretti comunicheremo i termini dell'operazione". Un'operazione presentata come una scelta obbligata, "l'unica alternativa era portare i libri in tribunale e chiudere Atac mettendo a rischio lavoratori e servizio” ha spiegato, che però rientra nelle linee dettate dalla politica nazionale: “In questo modo anticipiamo l'avvio di un processo nazionale che impone di non gestire più il servizio in house a partire dal 2019". 

IL CAMBIO DI ROTTA – Intanto però il servizio è al collasso e il primo cittadino, messo all'angolo anche ieri sera dai moniti del premier Renzi, ha voluto dare dimostrazione di un cambio di passo. Il primo a saltare è proprio l'assessore alla Mobilità Guido Improta, che aveva fatto il primo passo oltre un mese fa annunciando la volontà di andarsene, ma che è comunque rimasto in sella. Marino lo ha ufficialmente messo alla porta: "Chiedo a Improta di formalizzare le sue dimissioni”. Via anche i vertici dell'azienda: “Ho deciso di cambiare il cda di Atac dando mandato al dg Micheli di rinnovare profondamente il management aziendale allontanando subito i dirigenti non all'altezza di gestire i trasporti della Capitale d'Italia". Ciò che è stato fatto è qualcosa, ma non abbastanza: "Quando siamo arrivati due anni fa abbiamo trovato per Atac una situazione insostenibile, praticamente di bancarotta, e abbiamo deciso di varare un piano di efficientamento che ha prodotto risultati ma non è servito per migliorare la qualità della vita dei romani, per questo credo sia necessario un immediato cambiamento di rotta e un'ammissione di insufficienza del lavoro fatto finora”. 

LE SCUSE AI CITTADINI – Marino non ha dimenticato di chiedere scusa ai cittadini. "Intendo scusarmi con i cittadini e le persone che vengono Roma da tutto il mondo per i disagi del nostro tpl. Siamo davanti a una situazione drammatica della qualità del servizio e dei conti di Atac" ha affermato. Poi ha invitato alla calma: "Rivolgo un appello a tutti: ai dipendenti di Atac, ai sindacati con i quali ho già fissato un incontro per i prossimi giorni, perché ci sia piena collaborazione abbandonando vecchi schemi e preoccupazioni del passato". Per Marino la città si trova davanti a una vera e propria rivoluzione: "Abbiamo scelto di procedere alla vera rivoluzione del trasporto nella nostra città che può essere da esempio nel nostro Paese. Ma richiede uno sforzo straordinario da parte di tutti".

LA RICAPITALIZZAZIONE – Intanto nell'azienda verrà iniettata liquidità da parte delle istituzioni pubbliche. "Davanti a una situazione così drammatica ho scelto, condividendo questa decisione con Zingaretti con cui ho avuto stamattina in Campidoglio due ore di intensa riunione, di affrontare i problemi finanziari di Atac con nuova ricapitalizzazione che sfiora i 200 milioni in denaro liquido e beni di cui si è fatto carico il Comune con l'approvazione pochi minuti fa in Giunta dell'assestamento di bilancio" ha spiegato. Dalla Regione invece arriveranno altri soldi: "C'è l'impegno della Regione Lazio, a nome del presidente Zingaretti, di trasferire 301 milioni al Comune entro il 30 settembre come pagamento dei vecchi contributi negati dalle destre negli scorsi anni". 

LA REAZIONE DEI SINDACATI - Dopo la conferenza stampa i privati hanno puntato il dito contro il sindaco: "Per usare una metafora, siamo arrivati al 'capolineà. La gestione della vicenda Atac da parte della Giunta Capitolina dimostra la sua incapacità ad affrontare questioni complesse e delicate, che riguardano tra l'altro la vita di migliaia di lavoratori, con determinazione, coerenza e soluzioni politiche all'altezza” si legge in una nota il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, il responsabile della Cisl di Roma Mario Bertone e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica. I sindacati parlano di “comportamenti contraddittori tra di loro”. Prima la firma di un accordo “che prevedeva un'assunzione di sacrificio da parte dei lavoratori dell'azienda stessa ma con l'obiettivo dichiarato di risanare l'azienda, evitare il fallimento e mantenerla in 'house' fino al 2019”  poi il cambio di oggi con la comunicazione unilaterale “di procedere alla privatizzazione dell'azienda”. I sindacati non condividono “nè il metodo nè il merito”.

LA REAZIONE DI SEL - La notizia ha scosso anche la maggioranza con Sel che ha bollato la scelta di Marino così: “Metodo sconvolgente, proposta pericolosa” ha scritto il capogruppo di Sel, Gianluca Peciola, in una nota. “E' grave che non siano state coinvolte le forze di maggioranza e le parti sociali nella discussione in merito alla grave situazione di Atac. Apprendiamo che l'amministrazione ha intenzione di cedere quote ai privati dell'azienda di trasporto pubblico”. Peciola definisce l'apertura ai privati come 'inquietante'. “Appena insediati avevamo denunciato l'esistenza di un piano di privatizzazione che pesava sul futuro di Atac. Ora il piano è in corso e non possiamo, non dobbiamo permettere che prevalga. Rimaniamo fermamente convinti che Atac abbia in sé le risorse per superare la situazione di indebitamento e rimanere interamente pubblica fino al 2019”. Positivo invece il commento sul cambio del management.

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