Atac, deserta la gara per i 320 nuovi bus diesel: "Meleo si dimetta"

La scadenza era fissata per oggi. Non è giunta alcuna offerta

Dopo le indiscrezioni filtrate in mattinata, l'Atac, l'azienda che gestisce i trasporti pubblici romani, ha dovuto arrendersi all'evidenza e in un comunicato ha amaramente annunciato: "Non è giunta alcuna offerta in risposta alla gara per l'acquisto di nuovi autobus bandita da Atac, per una cifra di 98 milioni di euro finanziati da Roma Capitale. Atac, in qualità di stazione appaltante, avvierà delle nuove verifiche di mercato per garantire nel minor tempo possibile la fornitura dei mezzi".

Nessuno in pratica vuole fornire nuovi autobus a Roma Capitale. Nessuno sembra volere i 98 milioni di euro a fronte dei quali viene richiesta la fornitura di 320 nuovi autobus. Mezzi  lunghi dodici metri, che avrebbero dovuto viaggiare grazie ad un'alimentazione diesel euro 6. Il bando, pubblicato il 23 maggio e in scadenza oggi, metteva sul piatto complessivamente ottanta milioni di euro più iva.

Una gara annunciata con giubilo dall'assessora Linda Meleo, nel pieno dell'attesa per l'accettazione della procedura di concordato da parte del Tribunale.  L'acquisto dei nuovi bus era figlio di una delibera di Giunta (la numero 93 del 15 maggio 2018) giunta pochi giorni dopo l'incendio di via del Tritone. L'Atac veniva autorizzata all'indizione di una gara per comprare nuovi autobus diesel euro 6 da 12 metri. Un acquisto che sarebbe dovuto avvenire in tre fasi. La prima tranche prevedeva l'arrivo di 125 mezzi, per un totale di 31 milioni e 250 mila euro iva esclusa. A seguire una seconda fase da 125 ed un'ultima tranche da 70 bus.  In tutto i 320 nuovi mezzi sarebbero costati all'azienda (in qualità di stazione appaltante) 96,8 milioni di euro, messi a disposizione da Roma Capitale. 

Intervenuta a RadioRadio la Raggi ha commentato: "Parliamo di 98 milioni di euro, dovrebbero far gola - commenta la sindaca Virginia Raggi a Radio Radio - è un dato di fatto però che nessuno si è presentato, non facciamo congetture, nessuno evidentemente era interessato. Quando una gara va deserta comunque si può andare a trattativa privata. Così si ha maggiore potere negoziale. Altrimenti c'è la piattaforma Consip, ci sono altre strade da esplorare. Sono fiduciosa. I bus arriveranno". 

Immediate le polemiche. I primi a far filtrare la notizia sono stati gli esponenti di Fdi, Andrea De Priamo capogruppo in Campidoglio e Fabrizio Ghera capogruppo alla Regione Lazio: "Il comunicato della municipalizzata mette spalle al muro l’assessore alla Mobilità che a nostro avviso ha grandi responsabilità su quanto accaduto. Facciamo notare che la crescita del parco mezzi, a partire dal 2019, è parte integrante del piano di concordato preventivo presentato dall’azienda del Campidoglio per evitare il fallimento, e certamente il flop di oggi mette ancora più a rischio l’iter della procedura scelta dai grillini, su cui Fdi si è sempre detta contraria. Infine, è sintomatico che una società lasciata nel caos non attragga nuovi investitori che fuggono così dalla Capitale mentre le finanziarie non garantiscono le società per partecipare alle gare in Atac. Come Fratelli d’Italia nei prossimi giorni presenteremo un documento per chiedere le dimissioni dell’assessore Meleo".

Svetlana Celli, capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma in Assemblea Capitolina, nel commentare l'assenza dell'assessora in consiglio comunale: "Per la seconda volta la mia interrogazione urgente sulla sicurezza degli autisti Atac non è stata discussa in Aula perchè l'Assessora Meleo ha dato forfait all'ultimo minuto. Si è passato il limite. Quando ci sono interrogazioni calendarizzate, gli assessori hanno il dovere di venire a rispondere in Assemblea. Per questo stiamo pensando di scrivere al Prefetto, affinchè sia garantito il rispetto del regolamento. Proprio oggi un altro bus ha preso fuoco in viale Regina Elena e sembra che il bando per l'acquisto di 320 nuovi mezzi Atac sia andato deserto. Sembra proprio che l'Assessora stia evitando di proposito l'Aula, per il troppo imbarazzo. Certo è che il suo atteggiamento denota un totale disinteresse per le regole democratiche". 
 

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