Atac, Esposito: "Dopo Marino, è ricominciato il metodo clientelare"

Così l'ex assessore alla Mobilità, senatore del Pd, nel corso di un confronto con il dirigente dell'Atac Pietro Spirito. "La mia azione e quella dela giunta Marino avevano fatto diventare quest'azione meno invasiva"

Un'azienda in cui permane “un metodo clientelare e consociativo” dove “le informazioni fanno fatica a circolare” e con un “cda che ha fallito e non ha raggiunto gli obiettivi preposti”. E' l'Atac descritta dall'ex assessore alla Mobilità di Roma Capitale, oggi 'solo' senatore Pd, Stefano Esposito che ieri ha partecipato ad un dibattito pubblico al centro congressi Frentani insieme al dirigente di Atac  Pietro Spirito dal titolo 'Atac: passato, presente e futuro”. L'ex assessore ha ripetuto quello che per i tre mesi di incarico ha ripetuto più volte: “Serve una rivoluzione culturale. Quest'azienda va rivoltata, a partire dalla testa”. In sala anche l'ex vicesindaco, il deputato Marco Causi.

METODO CLIENTELARE E POCHE INFORMAZIONI - “In Atac il metodo clientelare e consociativo è ricominciato come prima, come se niente fosse. La mia azione e quella della giunta Marino avevano fatto diventare questa situazione meno invasiva” l'attacco del senatore dem che ha puntato il dito soprattutto sulla difficoltà di reperire informazioni all'interno dell'azienda. Esposito ha ribadito una denuncia che già aveva scritto nero su bianco in un tweet: “C'è qualcuno che ha deciso di non far circolare le informazioni”. Addirittura, secondo l'assessore, “i lavoratori che interloquiscono con me sul mio profilo Twitter sono controllati”.  

IL FALLIMENTO DEL CDALa critica ai vertici dell'azienda è centrale. “Il cda ha fallito e i problemi di Atac non sono stati risolti” ha affermato Esposito quasi in risposta alla conferenza stampa convocata qualche settimana fa presso Atac in merito ai risultati ottenuti dal cda. “Se fosse tutto sistemato non ci sarebbe stato bisogno dei 178 milioni di euro stanziati dal Comune ad agosto”. Poi ha continuato: “In questi anni il management di Atac si è occupato solo del suo orticello invece che pensare al decadimento strutturale della rete, soprattuto quello della metropolitana”. Non è mancato un riferimento all'accordo di luglio per aumentare la produttività, accordo criticato dai parte dei lavoratori e dei sindacati: “Sono d'accordo con quell'accordo anche se oggi è stato applicato solo a metà”. 

IL GIUBILEO E I FONDINel mirino delle critiche di Esposito anche il decreto del Governo sul Giubileo. “Se è vero quando anticipato dalla stampa che per gli interventi sul sistema di trasporto romano saranno destinati due milioni di euro è evidente che non sono riuscito a far capire al Governo quanto è grave la situazione” ha spiegato. “Se così fosse quando arriverà in aula il decreto da me sarà emendato. E criticherò il Governo, anche perchè 2 milioni per la manutenzione della rete romana sono niente”. 

IL PIANO DEL DIRIGENTE ATACPer Pietro Spirito la situazione però è “recuperabile”. Ha aggiunto: “L'azienda era praticamente fallita”. Poi ha riassunto in tre punti la sua ricetta per il salvataggio: “Prima di tutto serve certezza delle risorse finanziarie per gli investimenti, cosa che negli anni passati non è successa”. Poi “la stabilità del managemente: non è possibile che in quattro anni i veritici siano cambiati sei volte. Almeno bisogna fare in modo che durino per una legislatura”. Infine la produttività: “Il livello di produttività non più tollerabile, ad esempio, e poche corsie preferenziali. Siamo la città con il più basso numero di corsie preferenziali al mondo con solo il 5% dell'intera rete, contro il 20% di Milano”. 

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