Atac recupera autisti, 190 sindacalisti a tempo pieno sui bus

Un accordo firmato tra l'azienda e i sindacati prevede la riduzione del 35% del monte ore dei permessi, pari a circa 40 persone in più. 150 'attivisti' inoltre tornano al lavoro a tempo pieno

Soppressione delle figure dei cosiddetti 'attivisti', circa 150 dipendenti che torneranno a svolgere attività con ciclo operativo ordinario. Riordino della rappresentanza. Riduzione del 35% del monte ore per i permessi sindacali. Risultato: una riduzione complessiva di circa il 30% delle agibilità complessive corrispondente a un recupero di quasi 40 risorse equivalenti. È il frutto di un'intesa firmata nella notte tra Atac e Cgil, Cisl e Uil sul riordino del sistema di rappresentanza di base a livello aziendale. “Un accordo storico” lo ha definito l'Atac in una nota. “Raggiunto in un clima di collaborazione tra le parti, che delinea una novità importante non solo per Atac ma anche per l'intero settore del trasporto pubblico locale”. Hanno risposto in una nota i segretari generali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: “Questo accordo fortemente voluto dalle organizzazioni sindacali, dimostra ancora una volta la concreta volontà dei lavoratori del trasporto pubblico romano di mettersi in gioco e contribuire a salvare Atac" dichiarano i sindacati che però chiedono “iniziative altrettanto concrete e coerenti da parte dell'amministrazione”.

IL RIORDINO DELLA RAPPRESENTANZA – Spiega Atac: “Recependo gli indirizzi sottoscritti a livello confederale è stata ridefinita la fisionomia della rappresentanza di base. Ciò ha condotto all'abbandono della logica della rappresentanza di mestiere in favore di una rappresentanza inter professionale, quindi strettamente legata ai processi produttivi. Ciò ha consentito di superare le attuali RSU, legate alle singole famiglie professionali, impostandole per sito produttivo, ovvero per rimessa o linea metropolitana, salvaguardando nel contempo le peculiarità della rappresentanza delle professionalità più elevate”.

RIORDINO DEI PERMESSI - “L'accordo ha altresì consentito il riordino del monte ore di permessi sindacali riconosciuto alle organizzazioni sindacali per l'esercizio delle loro attività” continua la nota. “Nel dettaglio, il numero delle ore complessivamente riconosciute per le RSU si riduce del 35%”.

SOPPRESSIONE DEGLI 'ATTIVISTI' – E ancora: “Sia per le RSU quanto per i componenti del Coordinamento delle RSU è stato introdotto l'obbligo di attestazione della presenza e sono stati superati vincoli e limitazioni nelle condizioni di impiego. Infine, sono stati soppresse le figure dei cosiddetti "attivisti", circa 150 persone che ritornano a svolgere attività con ciclo operativo ordinario”.

ATAC Positivo il commento dell'azienda capitolina: “Questa operazione, oltre al riequilibrio delle agibilità strettamente correlate e commisurate alla reale rappresentatività, realizza un nuovo assetto della rappresentanza incentrato sui valori dell'integrazione professionale, valori questi ritenuti cruciali per conseguire gli obiettivi di efficienza, produttività e qualità del servizio previsti dal Piano Industriale in coerenza con gli obiettivi posti dall'Assessorato alla Mobilità”.

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SINDACATI Per i sindacati l'accordo è sintomo dell'impegno dei lavoratori nel contribuire a “salvare” Atac: "Il taglio delle agibilità sindacali e la rimodulazione della rappresentanza è un ulteriore, importantissimo passo verso il processo di risanamento di Atac e di rilancio del settore nella Capitale, passo che attende ora iniziative altrettanto concrete e coerenti da parte dell'amministrazione comunale volte a indurre l'azienda a tagliare privilegi ingiustificati, sprechi e sacche di inefficienza" continua la nota. "E' ancora troppo ampia e costosa l'attuale struttura manageriale, il sistema degli appalti è da revisionare e il processo di reinternalizzazione delle lavorazioni stenta a decollare; il tutto compromettendo l'obiettivo di raggiungere il necessario equilibrio economico. I tempi della politica sono ancora troppo lenti e non sono sostenibili per una Capitale che non dispone di un sistema di trasporto pubblico degno di tale nome".

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