Assoluzione e vittoria del no al referendum: Raggi e M5s sognano la doppietta per ripartire

Il mix di successi consentirebbe all'amministrazione grillina di ripartire "purificata". E anche a palazzo Chigi il Movimento ne gioverebbe

Virginia Raggi (Foto Ansa)

Un'assoluzione sabato e una vittoria del no al referendum domenica. Sarebbe il migliore scenario possibile per il Movimento Cinque Stelle, non solo romano. Il weekend in arrivo è il più lungo degli ultimi due anni per la sindaca Virginia Raggi: il 10 novembre la sentenza del processo per falso ideologico (qui le ragioni) che rischia di catapultare la Capitale in una crisi di governo dalle difficili previsioni (qui gli scenari), l'11 le urne aperte per 2,8 milioni di cittadini capitolini chiamati a esprimersi sul futuro di Atac. Scegliere di liberalizzare il servizio mettendo a gara il tpl si tradurrebbe in una sonora bocciatura della linea Raggi, quella del concordato preventivo per il risanamento della municipalizzata dei trasporti, da mantenere rigorosamente pubblica. 

Se prosciolta dall'accusa, e con i romani dalla sua parte nella gestione di bus, tram e metro, Raggi può tornare, più forte, a governare la città. Tolto il fardello giudiziario e con la promozione sul fronte Atac, sarebbe una sorta di nuovo anno zero. Una ripartenza che consentirebbe al Movimento di mettere il cappello sull'amministrazione della Capitale d'Italia per altri tre anni salvo ulteriori sorprese. Mettendo innanzitutto un freno alle mire espansionistiche di chi nella Lega già lavora per piazzare un salviniano in Campidoglio, osando laddove fin'ora la sindaca ha mantenuto un basso profilo indebolita da fattori esterni, e spingendo l'acceleratore di una narrazione - quella di una città che i grillini stanno contribuendo a cambiare - che negli ultimi tempi sembra funzionare sempre meno. 

Tutto quello che c'è da sapere sul referendum 

Senza dimenticare che il governo nazionale, oggi, è un ibrido per metà dalla parte di Raggi. Ma che Luigi Di Maio non si è speso più di tanto a suo sostegno. Anzi, il ragionamento che ha prevalso nelle ultime settimane con ogni probabilità è stato: meglio non sporcarsi troppo le mani con Roma e i suoi guai. Ma la strategia potrebbe cambiare se l'amministrazione M5s della Capitale uscisse "purificata" dal weekend, assolta e promossa dai romani su una della manovre (quella su Atac) più importanti fatte in questi due anni. Si potrebbe pensare di partire proprio da Roma per serrare le fila e avanzare compatti recuperando terreno. Raggi potrebbe ricominciare dalla questione Ama con la linea dura del no al bilancio (quello firmato dall'ad Bagnacani con un credito di 18 milioni di euro che Roma Capitale non vuole riconoscere) e l'azzeramento del Cda. E a palazzo Chigi Roma potrebbe fare da jolly per rinverdire consenso e peso politico in calo.

Insomma, se tutto andasse per il meglio e le vittorie fossero ben due, in Tribunale e ai seggi, si potrebbe segnare un nuovo corso. Tanto che la famosa manifestazione "Sempre con Virginia" organizzata per la vigilia del pronunciamento e  poi annullata per volere della stessa Raggi, potrebbe tramutarsi in una sorta di festa di buon augurio dei militanti. Un inno di incoraggiamento per la ripartenza. 

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Commenti (1)

  • Più che altro al referendum vincerà l'astensionismo, fra si e no credo non ci siano dubbi sulla vittoria dei si.

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