Assicurarsi per sfalciare i prati? I comitati ricorrono al Tar contro il Comune

La protesta dei volontari del verde parte da Garbatella

C'è un modulo che bisogna compilare se si vuole sistemare una panchina rotta o se si desidera sfalciare i prati della Capitale. Ebbene ora quello stesso modulo è finito anche sulla scrivania di un giudice amministrativo. Ce lo hanno fatto arrivare un paio di comitati cittadini, da tempo impegnati nella manutenzione delle loro aree verdi. Non hanno digerito l'iniziativa del Dipartimento ambiente di Roma Capitale che, recependo le linee guida sul verde della Giunta Raggi, ha finito con l' imbrigliare la partecipazione.

La partecipazione mortificata

Per il Comitato Giovannipoli di Garbatella e per il Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta, il ricorso appena presentato al Tar è stato un atto dovuto. "Ci sembra paradossale che un'amministrazione blocchi dei cittadini impegnati nella salvaguardia dei territori che la stessa non riesce a tutelare". Il modulo da compilare, con le sue strette maglie, finisce infatti per mortificare il volontariato. Chiedere il permesso per sistemare parchi e giardini degradati, dev'essere sembrato davvero troppo. Le proteste contro la delibera di Giunta che istituisce "le linee guida per il regolamento del verde" era stata pressocchè immediata. Da RetakeRoma ai Comitati di Quartiere, in tanti si erano detti a diro poco sorpresi dalla scelta del Campidoglio. Ne risultava totalmente disattesa l'intenzione di garantire ed addirittura incentivare la partecipazione. Ma d'altra parte, dalla Giunta non è mai stato disconosciuto il documento licenziato dal Dipartimento Ambiente. Una determina dirigenziale, oggetto del ricorso dei comitati che è drammaticamente esplicita.

La burocrazia al potere

Al volontario che voglia potare arbusti, sfalciare il verde o manutenere degli arredi urbani, viene chiesto di esplicitare a quale associazione faccia parte. E dunque deve dichiararne anche gli estremi, come la sede, i recapiti, la partita iva o il codice fiscale. Ma la determinazione del Dipartimento Ambiente non si ferma qui. Ai volontari viene anche chiesto di sottoscrivere un'assicurazione. In sostanza il Comune è alla ricerca di una quadratura del cerchio difficilmente sostenibile. Perchè ai cittadini che vogliono sistemare il verde, per la cui manutenzione hanno già versato le tasse comunali, viene imposto di chiedere un permesso e di spendere altri soldi per un'assicurazione. Un po' troppo. Di questo avviso sono state tante realtà e, non da ultimo, i due comitati che hanno presentato un ricorso al Tar .

La campagna di disobbedienza civile

Non c'è solo l'iniziativa giuridica. I volontari di Giovannipoli e del CdQ di Grottaperfetta stanno per lanciare anche la campagna #volontariaBUSYvi. Prevede l'autodenuncia di tutte le azioni dimanutenzione ordinaria e straordinaria che Comitati ed Associazioni intendono portare avanti. Una provocazione: Ma anche uno strumento utile per quantificare, in termini numerici, l'impegno dei tanti volontari in giro per la città.

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