Sabella: "Roma invasa da corruzione e fancazzismo. Classe dirigente non all'altezza"

L'ex assessore a Radio Cusano Campus: "Oltre alla corruzione, quello che ho trovato non sempre sono burocrati corrotti, ma gente che non aveva voglia di lavorare"

Alfonso Sabella, immagine d'archivio

Burocrati corrotti sì, ma insieme a un substrato di "gente che non ha voglia di lavorare, o che non è in grado di fare il proprio mestiere". Uno dei problemi di Roma? "Il fancazzismo". Lo dice ancora una volta con il suo stile diretto e ben lontano dal politicamente corretto, l'ex assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. Intervistato negli studi di Radio Cusano Campus, ha ripercorso alcuni passaggi della sua avventura romana. 

"Non ho avuto tutto il tempo di cui avrei avuto bisogno, anzi. Appena sono arrivato nella Giunta Capitolina mi sono reso conto che il tempo doveva essere molto diverso. Le questioni che ho trovato a Roma si sono formate nel corso di decenni, non erano collegate nè all'ultima, nè alla penultima nè alla terzultima amministrazione. Uno dei problemi di Roma è il fancazzismo di alcuni romani e di alcuni dirigenti".

Una logica che permea la macchina amministrativa a ogni livello, "che io ho ribattezzato dell'ad culum parandum. Obiettivamente, quello che ho trovato non sempre sono burocrati corrotti, ma gente che non aveva voglia di lavorare o che non era in grado di fare il proprio mestiere, con dirigenti e funzionari non al livello della Capitale. La classe dirigente che ho trovato io non è all'altezza". 

Certo, "ci sono anche delle eccezioni. C'è anche tanta gente che dà l'anima" ma "Roma è invasa dalla corruzione, è invasa da persone che vogliono mettere al primo posto l'interesse privato rispetto all'interesse pubblico".
 
E' più facile trovare un mafioso che estirpare la corruzione, dice Sabella: "Sono stato criticato quando ho detto che arrestare Brusca e Bagarella era stata una passeggiata di salute rispetto a mettere le mani nella macchina burocratica di Roma, ma ho detto la pura verità. E' molto più complicato il lavoro che mi sono trovato a fare a Roma, perché a Palermo cercavo i mafiosi sapendo chi fossero, a Roma non sai mai chi hai davanti".
 
Qualcuno, racconta Sabella, ha anche provato a corromperlo: "Come funziona il meccanismo corruttivo a Roma? Iniziano ad invitarti, alle terrazze, ai salotti, alle cene, al ristorante vip. Io grazie a Dio non ci sono mai andato, ma di inviti ne sono arrivati molti. Qualcuno sarà stato in buonafede, ma sono sicuro che qualcuno particolarmente interessato c'era. Quando si iniziò a ventilare il mio lavoro a Ostia, non vi dico quanti inviti sono arrivati per andare a mangiare il pesce in uno degli stabilimenti balneari. Per fortuna vengo dalla Sicilia e so cucinare...". 
 

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