L'assessore Meloni: "Lecito pensare ad accordi M5S - Tredicine"

In un'intervista a Il Messaggero il responsabile di Sviluppo economico, Turismo e Lavoro si scaglia contro il consigliere Andrea Coia

La sindaca Raggi e l'assessore Adriano Meloni - Foto Ansa

Se non è una rottura, poco ci manca. Su Il Messaggero di oggi l'assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni rilascia delle dichiarazioni che lasciano poco spazio alle interpretazioni. Camilla Mozzetti, autrice del pezzo, parla di un colloquio via whatsapp, diventato un'intervista sull'edizione di oggi. Due gli aspetti che più colpiscono: la distanza tra Meloni e alcuni consiglieri grillini e il cambio di prospettiva dello stesso Meloni sull'esito della festa della Befana. All'indomani della pubblicazione degli esiti del bando infatti Meloni aveva difeso su facebook i risultati, pubblicando gli esposti dei Tredicine e puntando sulla qualità della festa. Oggi invece il cambio di prospettiva è evidente. 

A precisa domanda, Meloni risponde in maniera altrettanto esplicita. Chiede Mozzetti: "A fronte della graduatoria e dei nomi dei vincitori, crede che il consigliere Coia si sia accordato con i Tredicine?". Meloni risponde: "Visto l’esito del provvedimento, è lecito pensarlo". Che sia Coia il bersaglio del risentimento dell'assessore appare emergere anche dalla rivelazione della cronista che parla del soprannome affibbiato al presidente della commissione Commercio, diventato per Meloni Coidicine, crasi tra Coia e la storica famiglia di ambulanti romani. 

L'accusa a Coia diventa ancora più dura sulla parte aperta del bando, quella relativa alla trattative relative al pagamento degli oneri di sicurezza. Da bando dovrebbero spettare agli ambulanti i quali però stanno provando a trattare per scaricarli sul Comune. Ne è nata una trattativa e Meloni, evidentemente infastidito, dichiara: "Ha anche avuto il coraggio (riferendosi a Coia) di proporre che il Comune paghi gli oneri di sicurezza per loro. Nel bando è chiaro che sono a carico degli operatori". 

Che tra Meloni e la maggioranza M5s non corresse buon sangue era cosa già emersa da mesi. Il tema dell'ambulantato e della Bolkestein aveva portato l'assessore già in passato a scagliarsi contro Coia. Nelle ultime settimane erano emerse voci di una rottura del rapporto, con un Meloni sempre più distante, anche fisicamente, dalla Capitale. La difesa dello stesso del bando della Befana sembrava smentire queste voci. L'intervista di oggi, apparentemente di commiato, però rimette tutto in discussione. 


 

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