Donne sgomberate da case popolari protestano in Campidoglio, Castiglione: "La Regione collabori"

La posizione dell'assessora alle Politiche Abitative alla protesta di questa mattina di Asia Usb

Il Campidoglio punta il dito contro la Regione sulle case popolari. “La Regione non collabora”, la denuncia dell’assessora alle Politiche Abitative e Patrimonio, Rosalba Castiglione. A far scattare la polemica mezzo stampa, una protesta avvenuta questa mattina fuori dal Campidoglio dove sei donne sgomberate da alloggi popolari o a rischio sfratto, organizzate dal sindacato Asia Usb, si sono incatenate per protesta. Chiedevano un incontro alla sindaca Virginia Raggi, “perché le loro richieste erano rimaste da tempo inascoltate”. Hanno parlato con un rappresentante dell’assessorato alle Politiche Abitative e con il vice capo di gabinetto con delega alla sicurezza, Marco Cardilli, che ha assicurato “affronteremo le emergenze con tempestività”. 

“L’amministrazione effettuerà rigorosi controlli presso il dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative per appurare la regolarità delle pratiche in corso riguardanti ciascuna persona presente”, scrive l’assessora in una nota. “Sarà quindi concordato un nuovo incontro, utile a chiarire le singole posizioni e le possibili strade percorribili”.

Poi l’attacco verso l’ente governato da Nicola Zingaretti. “Serve una sana sinergia istituzionale, se la Regione Lazio continua a non collaborare sul fronte delle case popolari condanna alla stasi i tanti cittadini a Roma che oggi si trovano in emergenza abitativa”, le parole di Castiglione. “La normativa sulle case popolari”, spiega, “è regionale ed è quindi proprio la Regione Lazio l’unica istituzione che ha il potere di intervenire per migliorare una legge ormai datata e con alcuni dettami da modificare con urgenza”. 

Una modifica che è in elaborazione e discussione proprio in queste settimane. Castiglione commenta così: “Le questioni da modificare le abbiamo individuate da tempo, sono chiare e darebbero sul serio quella scossa al sistema capace di accogliere i tanti cittadini che oggi aspirano ad avere una casa popolare. Sono passati due anni, sono proposte che abbiamo lanciato più volte, ma da parte della Regione Lazio, per ora, Roma non ha potuto vedere nessuna modifica”. 

Castiglione rivendica anche i 40 milioni di euro legati alla delibera regionale sull’emergenza abitativa romana, rimasti bloccati perché il Campidoglio non ha accettato di utilizzarli anche per i residenti delle occupazioni, così come previsto dal documento. Scrive ancora Castiglione: “Neanche la convenzione capace di sbloccare circa 40 milioni di euro destinati alle case popolari del Comune è riuscita a passare dalle maglie della Regione. Questa Amministrazione sta facendo il massimo con le risorse a disposizione, le assegnazioni continuano a viaggiare a velocità praticamente doppia rispetto al passato, puntiamo ad aumentare il numero degli alloggi a disposizione per singoli e coppie come pure sappiamo sta facendo l’ente regionale Ater, col quale dialoghiamo in un clima di grande collaborazione. Ma è solo a livello normativo regionale che si può dare una profonda svolta al sistema, quella necessaria per rispondere concretamente all’esigenza di casa delle migliaia di famiglie in condizioni di fragilità sul nostro territorio”.

Non è la prima volta che l’assessora Castiglione punta il dito contro la Regione. Non solo la discussione in merito alla legge 12. Proprio in questi giorni, è aperto un tavolo congiunto Comune e Regione per trovare soluzioni alternative ai residenti dell’ex scuola di via di Cardinal Capranica per cui lo sgombero è previsto nelle prossime settimane. 

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