Asili, in Campidoglio affollata assemblea delle precarie: in piazza anche Rossi Doria

L'assemblea indetta dalle rsu doveva svolgersi nella Sala della Protomoteca ma è stata spostata in piazza. Intanto dall'Aula arriva una mozione bipartisan in sostegno dell'assessore Rossi Doria

foto agenzia Dire

Erano talmente tante che l'assemblea dalla Sala della Protomoteca si è dovuta spostare nella piazza del Campidoglio. Cresce la mobilitazione delle insegnanti ed educatrici dei nidi e delle scuole materne di Roma Capitale contro il nuovo bando che esclude tutti coloro che hanno già lavorato per 36 mesi nelle strutture comunali. Per oggi pomeriggio era in programma l'assemblea indetta unitariamente da tutte le rsu. Ad ascoltare la voce delle precarie, in un clima teso, tra fischi e applausi ironici, si sono presentato anche il vicesindaco Marco Causi e l'assessore capitolino alla Scuola Marco Rossi Doria. Presenti anche diversi consiglieri capitolini e il presidente dell'VIII municipio Andrea Catarci.

“Le risposte dell'amministrazione sono insufficienti” hanno ripetuto a più riprese, quasi come un mantra, le presenti nel corso delll'assemblea. In cima alle richieste uno stop al nuovo bando e la regolarizzazione delle diverse posizioni lavorative attraverso l'assunzione per ricevere “lo stesso trattamento che ricevono i nostri colleghi dipendenti dello Stato”. Non pochi gli interventi combattivi: “Gli faremo saltare il Giubileo” ha detto qualcuno. 
A promettere battaglia il minisindaco Catarci di Sel: “Questa amministrazione è troppo acquiescente a ogni diktat del Governo, nei municipi siamo pronti alla disobbedienza, perchè questo servizio così non può reggere” ha detto nel corso dell'assemblea. Nel tardo pomeriggio, al termine dell'assemblea, come annunciato da Giancarlo Cosentino, coordinatore Rsu Roma, una delegazione sindacale sta per essere ricevuta dal prefetto di Roma, Franco Gabrielli. "La prefettura va coinvolta ogni volta che c'è un allarme sociale, come in questa situazione, dove è  a rischio il reddito 5000 famiglie" ha spiegato all'agenzia Dire.

Inatanto anche dall'Aula Giulio Cesare ci si muove in solidarietà alle insegnanti. I consiglieri della commissione Scuola e Trasparenza presieduta da Lavinia Mennuni hanno preparato una mozione unitaria per sostenere il lavoro dell'assessore capitolino alla Scuola, Marco Rossi Doria, e chiedere al Governo un intervento urgente che eviti il licenziamento di migliaia di insegnanti delle scuole comunali. La bozza del testo è pronta e per ora ha già messo d'accordo i due estremi dell'Assemble Capitolina, con le firme dei consiglieri Lavinia Mennuni e Fabrizio Ghera (entrambi di Fdi-An) e del capogruppo di Sel, Gianluca Peciola. Nelle more dell'intervento governativo viene chiesto di "annullare il bando pubblicato dal Comune di Roma”. 

Ed è proprio nel corso dell'audizione che l'assessore Rossi Doria ha raccontato, senza mezzi termini, la difficoltà che vivrà il servizio nelle prossime settimane se non si troverà una soluzione. "Ben consapevole del fatto che le scuole dell'infanzia iniziano il 15 settembre, che io devo trovare tempo per respirare perchè sono in emergenza e che i primi 15 giorni i nidi vanno a scartamento ridotto, anzichè nascondere la testa sotto la sabbia ho confessato che c'è la crisi. Perche'' i cittadini devono sapere la verità”. 

Per l'assessore per risolvere la situazione servirebbe “un'interpretazione estensiva valida anche per i Comuni, della norma (attualmente valida solo per gli statali) della legge sulla Buona Scuola, che recepisce la sentenza della Corte di Strasburgo e attiva i meccanismi, seppur con un anno di ritardo, per assumere i precari della Scuola” ha spiegato. Al momento la situazione è tale per cui, siccome nessun Comune è stato in grado di fare quello che ha fatto lo Stato per sè (anche perchè il Parlamento non è riuscito a legiferare in questo senso), "un qualunque funzionario di qualsiasi comune non firma un contratto a tempo determinato di una persona che ha fatto 36 mesi o più di lavoro e nel tempo del contratto che sta per firmare raggiunge i 36 mesi, perchè in tutti questi casi è passibile di causa e di grave danno. E nessuna avvocatura ti difende perchè non ci sono le coperture finanziarie per pagare gli oneri di queste cause che si perdono. Perchè la sentenza della Corte di Strasburgo è chiara". 

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