Stop agli sfratti, l'assemblea capitolina si compatta: congelati gli effetti della delibera 140

L'Assemblea capitolina chiede a Raggi un'ordinanza con cui interrompere gli sfratti causati dalla delibera 140. Contestualmente si chiede di andare avanti con un nuovo regolamento sull'uso dei beni pubblici

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Un sospiro di sollievo per le centinaia di associazioni colpite dagli effetti della delibera 140. Grazie all’approvazione di una mozione, votata all’unanimità, vengono sospesi gli sfratti che avevano colpito moltissime realtà del panorama socio-culturale romano. Nel frattempo, si continua a lavorare per la redazione di un nuovo regolamento. 

SPIRAGLI DI LUCE –  Alla  Sindaca, con il documento predisposto dalla Capogruppo della lista RomaTornaRoma Svetlana Celli, è stato chiesto di “adottare ogni atto idoneo alla sospensione provvisoria, fino alla redazione di un nuovo Regolamento, a istituire presso il dipartimento Patrimonio un tavolo con i dipartimenti Sociale e Cultura , con il supporto di Segretariato, Ragioneria e Avvocatura, e a promuovere incontri partecipativi e informativi sullo stato di avanzamento del nuovo Regolamento”. La mozione è frutto di un lavoro che, anche in fase di redazione, ha coinvoto tutte le forze politiche dell’Assemblea Capitolina.

UN PATRIMONIO SOCIO CULTURALE - "Queste attività culturali nei territori sono una risorsa della città nei quartieri e nelle periferie, non possono rappresentare un problema per l’Amministrazione” ha dichiarato la prima firmataria del documento, la Capogruppo Svetlana Celli “La mozione è una strada dovuta per non perdere il grande patrimonio culturale delle associazioni, che spesso sopravvivono garantendo un'offerta culturale di qualità proprio grazie a canoni concordati. L'intento è quello di preservare e tutelare le attività sane, in attesa del nuovo Regolamento dell'Amministrazione”.

LA DELIBERA 140  - Nell'aprile del 2015, la Giunta Marino ha approvato  un documento per definire le "linee guida per il riordino del patrimonio indisponibile in concessione". Si tratta della delibera 140. Uno strumento che puntava a migliorare la gestione di circa 860 beni. A tanto ammonta il cosiddetto "patrimonio indisponibile" di Roma Capitale .L'obiettivo dichiarato era quello di procedere al riordino degli immobili e delle proprietà del Comune. Il precedente "Regolamento delle concessioni" risale infatti al 1983 ed oggi, si legge nel documento approvato nell'era Marino, "non è più in linea con il quadro normativo vigente"  nè probabilmente con le esigenze di un bilancio pesantemente in rosso. Da qui  la "necessità di considerare la redditività del patrimonio". Operazione che è stata però condotta in maniera del tutto asettica. Senza quindi valutare, come chiedono le realtà colpite dalla delibera, il portato socio-culturale delle attività che dentro gli immobili loro assegnati si realizza.

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