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Nidi, precarie sulle barricate: "L'8 marzo sarà sciopero"

Coordinamento contro la precarietà in piazza per chiedere un piano di stabilizzazioni per le educatrici precarie delle strutture comunali. Dalle 14, presidio davanti al ministero della Funzione Pubblica

Un momento di protesta in Campidoglio delle insegnanti precarie (immagine di repertorio)

“Tenetevi la festa, ridateci il lavoro”. Dietro questo slogan, hanno scelto proprio l'8 marzo, la festa della donna, per scioperare. Monta la protesta delle insegnanti degli asili nido della Capitale che domani saranno in piazza Vidoni, davanti al ministero della Funzione Pubblica, per chiedere a Roma Capitale e Governo di intervenire nella vicenda delle precarie storiche. Alla mobilitazione, organizzata dal Coordinamento contro la precarietà, un movimento indipendente da sindacati e partiti, anche colleghe da diverse parti d'Italia. 

Anni e anni di supplenze, c'è chi arriva a 18 anni di precariato, di contratti a tempo determinato, anche giornalieri. Tutto è partito quando una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha puntato il dito contro l'Italia per l'uso reiterato di contratti a tempo determinato fissandone il tetto massimo in 36 mesi. Il Governo era riuscito a mettere in campo una deroga per le scuole statali mentre erano rimaste escluse quelle comunali. Seguirono accese e determinate proteste. L'allora assessore alla Scuola, Marco Rossi Doria, appena arrivato sulla cima del Campidoglio, aveva lavorato con il Governo per guadagnare tempo. Un anno, concesso dalla circolare del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. Un anno in cui lavorare per la loro stabilizzazione. Ma ad oggi la situazione non è cambiata. 

“La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia ed intima di assumere. Invece le amministrazioni comunali ed anche Roma Capitale stanno preparando un vero e proprio licenziamento di massa” denuncia Anna Macera esponente e fondatrice del coordinamento. “Chiediamo un’ interlocuzione con il Ministro della Funzione Pubblica per negoziare vero e proprio piano di stabilizzazione nazionale in occasione della giornata  internazionale della donna. Un settore tutto, o quasi tutto, femminile, che deve uscire dal silenzio di una trascuratezza protratta da molti anni”. 

“Le condizioni di esercizio dei servizi educativi destinati ai bambini da zero a tre anni celano una miriade di contratti di lavoro a termine: in tutta Italia contiamo circa 3000 posti di lavoro che una volta persi spianeranno la strada alla gestione privata dei nidi pubblici” continua. 

A Roma “per coprire i circa 600 vuoti d’organico nei nidi comunali, verranno emessi nuovi bandi. Nuove reclute destinate ad essere licenziate dopo 36 mesi di servizio. Un terzo delle educatrici dei nidi romani, ruoteranno senza prospettiva professionale e lavorativa e a loro sarà affidata l’educazione dei bambini nella fascia di età più importante dal punto di vista cognitivo ed affettivo della loro vita” spiegano. 

La situazione nella Capitale oggi è divisa in tre graduatorie. Spiega Cinzia Conti: “Una concorsuale del 2009 con concorso pubblico bandito nel 2005; una 'permanente' formata con un concorso interno del 2009 bandito su un residuo di graduatoria del 1997 che conta 700 persone in lista e infine una divisa tra i  vari municipi, comunemente detta 'di terza fascia' di circa 1200 persone ripartite per i vari municipi”. Solo a Roma, si parla di 2000 insegnanti precarie. 

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Commenti (1)

  • Ancora che protestare i soldi servono al leader maximo per comprare l'aereo nuovo sai che gle frega dei nostri figli al vermmmmeeeee.

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