Asili, non si arresta la protesta delle precarie: in sei restano sulle impalcature

La protesta organizzata dall'Unione sindacale di base per chiedere un incontro al ministro Madia: "Serve un segnale di disponibilità ad affrontare concretamente e a risolvere la vertenza"

Foto Agenzia Dire

Non si sono fatte spaventare dalla pioggia che da ieri cade abbondante sulla Capitale. Hanno annunciato la seconda notte di protesta sui ponteggi di piazza Madonna di Loreto le sei educatrici degli asili e delle scuole di Roma Capitale che da ieri hanno iniziato una dura mobilitazione per protestare contro il rischio, per 5000 precarie, di perdere il lavoro

Sei donne sostenute per tutta la notte dalla solidarietà delle colleghe e di altri lavoratori organizzati dall'Unione sindacale di base. “Dopo la notte trascorsa all’addiaccio e sotto la pioggia, una di loro è stata colta da malore e si accinge a scendere dalle impalcature” informa il sindacato in una nota. “Ma la protesta va avanti: l’apertura ad un incontro da parte del ministero della Funzione Pubblica non è sufficiente per le lavoratrici, che aspettano un segnale di disponibilità ad affrontare concretamente e a risolvere la vertenza”.

La protesta è scattata per denunciare il rischio di licenziamento di circa 5000 precarie tra maestre ed educatrici. Il tema sta diventando sempre più caldo. Dopo che la Corte Costituzionale ha condannato l'Italia per l'uso reiterato di contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi, le precarie impiegate nelle scuole e negli asili comunali da anni, alcune arrivano anche a 18, rischiano di perdere il posto. Ma non solo. Tra i motivi della protesta anche “le politiche di cessione dei nidi ai privati e delle scuole allo stato contenute nel DUP presentato dal Commissario Tronca; da ultimo, il nuovo modello organizzativo dei nidi e delle scuole comunali, che impone un aumento dei carichi di lavoro e della flessibilità oraria del personale di ruolo per poter coprire le assenze e quindi limitare al massimo il ricorso al personale supplente”. 

L'Usb chiede un incontro al ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. “Da donna il ministro Madia finora mostra insensibilità nei confronti di altre donne, che per evidenziare la loro condizione di disagio e precarietà sono costrette a mettere in pericolo anche la propria salute. Ci auguriamo che nelle prossime ore arrivi un segnale di disponibilità al confronto” commenta Daniela Mencarelli, dell’Esecutivo Nazionale USB P.I. 

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