Privati nei nidi, quando l'assessore Masini diceva: "E' un colpo basso di Alemanno"

La scelta di dare in concessione ai privati le strutture pubbliche avviata dalla precedente amministrazione di centrodestra, sarebbe stata promossa dall'attuale giunta. Da consigliere, però, Masini l'aveva fortemente condannata

L'assessore Paolo Masini visita un asilo in convenzione (foto www.paolomasini.net)

L'assessore alla Scuola Paolo Masini per ora non rilascia dichiarazioni. Ma sulla scrivania del suo dipartimento c'è uno schema di delibera che aprirà definitivamente la strada ai privati negli asili nido della Capitale. La notizia è stata riportata dal quotidiano La Repubblica e, a quattro giorni dalla sua pubblicazione, non ha ricevuto alcuna rettifica: l'amministrazione capitolina ha deciso di proseguire sulla strada delle strutture in concessione avviate dalla precedente di centrodestra. “La sperimentazione avviata da Alemanno ha dato esito positivo” si legge su Repubblica. “D'ora in avanti i nidi aperti dal Campidoglio non saranno più pubblici, perciò dotati di personale interno (che costa troppo), ma affidati in concessione all'esterno, ovviamente con tariffe, orari e criteri del tutto analoghi”.

Sarebbe questo infatti il contenuto di uno schema di delibera sulla 'Rete dei servizi educativi di Roma Capitale' predisposta dagli uffici di Paolo Masini che presto potrebbe arrivare in giunta e poi passare al voto dell'Aula Giulio Cesare. Un documento in cui si auspica che alla “concessione a soggetti terzi” sperimentata, per ora, solo nelle strutture da 0 a 3 anni venga riservata una corsia “privilegiata” per l'apertura di nuove strutture. L'affidamento avverrà con “apposita procedura ad evidenza pubblica di rilievo europeo”. I locali vengono dati in concessione a “titolo gratuito” spiega il quotidiano. “Con assunzione a carico del concessionario delle attività di ordinaria e straordinaria manutenzione; la previsione di un prezzo/posto/mese/bambini a carico di Roma Capitale pari a 600 euro mensili”.

L'obiettivo è quello del risparmio. Anche il personale non sarebbe più assunto da Roma Capitale ma verrà 'affittato' a soggetti terzi con buona pace delle rivendicazioni di tutte quelle insegnanti precarie che, già con l'applicazione dell'atto unilaterale, si sono viste praticamente tagliate fuori dal servizio.

Negli asili nido, quindi, via libera all'intervento privato. Ma quella che oggi potrebbe sembrare una promozione per la scelta intrapresa dall'allora assessore alla Famiglia Gigi De Palo, a suo tempo non aveva ricevuto proprio lo stesso trattamento dall'opposizione democratica. Proprio l'attuale assessore alla Scuola Paolo Masini, da sempre attento ai temi del sociale e della scuola, quando era consigliere capitolino l'aveva ferocemente attaccata. Alcuni degli interventi si trovano ancora sul suo sito. “C’è una cosa che viene sancita chiaramente dalla pomposa inaugurazione dell’ennesimo nido in concessione: la definitiva svolta di questa amministrazione verso la totale privatizzazione dei servizi educativi a Roma” scriveva Masini il 6 dicembre 2011 definendola una “scelta da condannare”.

Continua la nota: “Siamo costretti a festeggiare un triste compleanno (della legge 1044 del 1971 che istituiva gli asili nido comunali, ndr) per questo lungo e fruttuoso percorso, messo a rischio dal vuoto di idee e politiche per le famiglie di Alemanno e De Palo, capaci solo di svendere ai privati quelle strutture che, con impegno e fatica, le precedenti amministrazioni avevano realizzato per il pubblico”. Dichiarazioni ribadite anche più recentemente, poco prima dell'elezione di Ignazio Marino, il 1 giugno 2013: “Molto bene la proposta di Ignazio Marino di sospendere immediatamente la gara per l'assegnazione di otto asili nido a privati. Un freno all'ultimo colpo basso della giunta Alemanno che vorrebbe aggiudicare secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa la gestione di strutture costruite con fondi pubblici a privati. Un esempio negativo” ha concluso Masini. “Che potrebbe avere degli effetti catastrofici dal punto di vista pedagogico, e allo stesso tempo una mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori del settore”.

Ma non solo l'affidamento ai privati. Tra i punti più contestati da Masini all'operato di Gigi De Palo c'è anche la volontà di recepire la legge regionale che aumentava il rapporto tra insegnante e bambino da 1 a 6 a 1 a 7. Era il 13 settembre 2011 e l'assessore si scagliava contro i 'nidi-pollaio'. Si legge in una nota: “In sostanza, innalzando il rapporto si diminuiscono le educatrici e si riducono i posti di lavoro per abbattere i costi sacrificando ogni standard pedagogico, di sicurezza e di qualità. La qualità dei servizi per l’infanzia e lo sviluppo dei nostri figli non possono essere sacrificati per mero interesse economico, ne sono convinte le famiglie, lo sostengono le educatrici e purtroppo lo proveranno sulla loro pelle anche i bambini”.

Ed è proprio quello che, secondo quanto denunciano insegnanti, genitori e sindacati, sta avvenendo oggi negli asili comunali della Capitale con l'applicazione dell'atto unilaterale emanato dalla giunta capitolina guidata da Ignazio Marino che ha riorganizzato il settore scolastico: il rapporto tra il numero di bambini per insegnante è saltato e ogni giorno arrivano denunce di 'fuori rapporto' con numeri molto più elevati. “In gioco c'è la qualità del servizio e la sicurezza dei bambini” sostengono allarmati i genitori. Chissà se l'assessore Masini è ancora d'accordo o è stato definitivamente folgorato sulla via di Alemanno.

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