Arresto Mancini, il Gip: "Studiata una tangente anche per la metro"

Dalla mazzetta di 500 mila euro versata da Menarini per la fornitura di 45 filobus a una tangente programmata anche per la metro C. Nel dettaglio l'ordinanza di arresto a carico dell'ex ad di Eur Spa

Quattro distinti fatti-reato per l'ex ad di Eur Spa, Riccardo Mancini, arrestato nella mattinata di oggi nell'ambito dell'inchiesta sul collegamento filobus di Laurentina. L'accusa centrale è di aver ricevuto nel 2009 una mazzetta di 500 mila dei 600 mila euro versati da Breda Menarini per la fornitura di bus per Roma Metropolitane. I restanti 100 erano destinati a Marco Iannilli. Questo episodio, qualificato dal pm Paolo Ielo come tentata estorsione, non è stato condiviso dal gip che, alla luce della figura di pubblico ufficiale rivestita da Mancini, ha prospettato, invece, la concussione.

 

Le altre accuse fanno riferimento all'emissione di una fattura di 300 mila per un'operazione inesistente da parte della società Gklolona, riconducibile a Marco Iannilli, al fine di consentire l'evasione delle imposte dirette e indirette a Breda Menarini Bus Spa. Altro episodio contestato è l'emissione di tre fatture per operazioni inesistenti da parte della società Systematic Enterprises Llc, riconducibile all'imprenditore Edoardo D'Incà Levis. Infine un episodio finalizzato a indurre il vertice del consorzio CCC, seconda classificata nella procedura ad evidenza pubblica, a non impugnare l'atto di aggiudicazione dell'appalto. Tra gli indagati dei quali non erano ancora trapelati i nomi figurano Furio Patrizio Monaco, dirigente Ati, aggiudicataria dei lavori del "Corridoio Laurentino", Luca D'Aquila e Giuseppe Comes, dirigenti di Breda Menarini nel 2009.

STATO DELL'OPERA - "Se si esamina l'appalto dal punto di vista della pubblica amministrazione appaltante, si scopre che l'intera procedura, costata ai contribuenti diverse decine di milioni di euro, non ha ancora prodotto alcun, lecito, risultato". E' un altro passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere. "I filobus, per i quali è stata pagata una mazzetta da 600 mila euro, collaudati in un'altra città per consentire di procedere agli "urgenti" pagamenti dei fornitori che hanno versato la 'tangente', non sono ancora in servizio a distanza di cinque anni dal bando di gara.

Infatti - conclude il gip - nella città di Roma dove dovevano entrare in funzione i moderni filobus, non esistono, né risultano essere in corso di realizzazione, le opere infrastrutturali ed elettriche necessarie alla loro circolazione: i veicoli, costati 40 milioni di euro, sono parcheggiati del tutto inutilizzati ed abbandonati al prevedibile destino di un rapido deprezzamento e una inevitabile decadenza tecnologica e manutentiva. Tutto il lavoro svolto dalle imprese coinvolte e dall'Amministrazione e i denari versati dai contribuenti sono unicamente serviti, finora, a creare fondi neri e a pagare 'tangenti' ". Ma, stando alle accuse formulate nell'ordinanza, non finirebbe qui.

LA METRO - Creare una "provvista necessaria per pagare una tangente a Riccardo Mancini" utile anche per tentare di aggiudicarsi gli "appalti relativi alla metropolitana" di Roma. "In sostanza Cola (ex consulente Finmeccanica) afferma che fu studiato il modo per pagare una 'tangente' per l'appalto di Roma e in particolare per retribuire Mancini "uomo forte della nuova amministrazione comunale", si legge nell'ordinanza.

"Ciò si era reso necessario perché a seguito di contatti ai massimi vertici tra la conglomerata Finmeccanica e i vertici politico-amministrativi del comune di Roma era emersa la necessità di retribuire illecitamente componenti dell'amministrazione i quali erano in grado di influire in maniera determinante sull'assegnazione degli appalti relativi al trasporto pubblico di Roma , con particolare riferimento alla realizzazione della metropolitana nell'immediato, anche quale 'cavallo di troia' per far entrare le consociate Finmeccanica nel settore degli appalti comunali, alla realizzazione del corridoio di mobilità".

IL SINDACO - Sul ruolo del sindaco Alemanno è scoppiata la polemica. Nell'ordinanza si legge di una conversazione telefonica intercettata dai magistrati in cui secondo il Gip "è evidente che Mancini è uomo di Alemanno" per i comportamenti di subordinazione messi in atto. Dall'opposizione l'attacco è durissimo: "Alemanno si dimetta".

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