Arresto De Vito: per il gip era a disposizione di Parnasi. "Sfruttiamo la congiunzione astrale"

Secondo il gip, De Vito "ha messo a disposizione la sua pubblica funzione per assecondare, violando i principi di imparzialità e correttezza, interessi di natura privatistica"

FOTO ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Marcello De Vito e la 'congiunzione astrale'. Quella che, secondo una intercettazione, sarebbe il nodo focale dell'inchiesta che ha portato all'arrestato del presidente del Consiglio Comunale di Roma Capitale i lavori dell'Assemblea Capitolina ora cacciato dal Movimento 5 Stelle da Luigi Di Maio. Ma non solo perché secondo il gip Maria Paola Tomaselli, De Vito aveva rapporti anche con Luca Parnasi già finito nei guai per la vicenda relativa al nuovo stadio della As Roma

La 'congiunzione astrale' di Marcello De Vito

"Questa congiunzione astrale tipo l'allineamento della cometa di Halley, hai capito cioè? Noi Marcè dobbiamo sfruttarla sta cosa secondo me cioè guarda ci rimangono due anni". E' quanto si legge in un'intercettazione ambientale del 4 febbraio scorso fatta dagli investigatori nello studio legale di Camillo Mezzacapo in cui l'avvocato parla con il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito e, finiti in carcere questa mattina.

Nella stessa conversazione viene spiegato come il prezzo delle corruzioni sia dai due (De Vito - Mezzacapo) custodito per poi essere diviso. De Vito: "Va beh ma distribuiamoceli questi". Mezzacapo risponde: "Ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì. Quando tu finisci il mandato, se vuoi non ci mettiamo altro sopra".

Per gip Maria Paola Tomaselli, emerge qui con "lampante evidenza la sussistenza di un vero e proprio sodalizio". I due, si legge nell'ordinanza, "discutono dell'attuale congiuntura politica favorevole per massimizzare i loro profitti illeciti e si esprimono in termini assolutamente espliciti".

"De Vito sfrutta il suo ruolo per fini privatistici"

Per il gip, inoltre, "assume qui il ruolo di vero e proprio procuratore del pubblico ufficiale, rappresenta all'esponente grillino come la situazione debba essere sfruttata al massimo in ragione della rilevante circostanza che il suo potere di influenza e di intervento già consistente in virtù dell'incarico rivestito nonché della risalente appartenenza alla parte politica che ha espresso il sindaco di Roma Capitale, siano notevolmente amplificati per il fatto che il Movimento risulta essere non più solo al governo della città ma al governo del Paese. Orbene tale favorevole congiuntura astrale viene paragonata da Mezzacapo alla cometa di Halley presentando una serie di eventi difficilmente riproponibile e quindi un'occasione da non perdere".

"Non solo - prosegue il Gip - vi è la determinazione a sfruttare il ruolo pubblico di De Vito per fini privatistici e per ottenere lauti guadagni con un atteggiamento e delle modalità assolutamente analoghe a quelle di una logica imprenditoriale ma vi è anche una sorta di autopromozione delle attività criminali che secondo gli interlocutori devono intensificarsi quanto più possibile in ragione dell'elevato valore commerciale che la funzione svolta da De Vito ha assunto in relazione alle responsabilità di governo che il Movimento 5 Stelle ha sia a livello comunale che nazionale" scrive il gip. 

Il rapporto tra Marcello De Vito e Luca Parnasi"

Luca Parnasi, al fine di acquisire il favore di Marcello De Vito, "si è determinato, in adesione ad una specifica richiesta di De Vito, a promettere e poi ad affidare diverse remunerative consulenze all'avvocato Mezzacapo il quale ha operato quale espressione dello stesso De Vito". E' quanto si legge nell'ordinanza dell'operazione 'Congiunzione Astrale'.

Secondo il gip, De Vito "ha messo a disposizione la sua pubblica funzione di Presidente del Consiglio comunale di Roma Capitale per assecondare interessi di natura privatistica facenti capo al gruppo Parnasi nei due settori di seguito indicati: il progetto relativo alla realizzazione del Nuovo Stadio della Roma e l'intervento urbanistico da eseguirsi presso i terreni ove è allocata la ex Fiera di Roma e in tal senso la funzione di De Vito assume rilevanza in relazione alla necessità dichiarata dallo stesso Parnasi alla presenza di De Vito e di Mezzacapo di superare la cosiddetta 'delibera Berdini' (ex assessore all'Urbanistica del Campidoglio, ndr) che aveva determinato una limitazione delle cubature realizzabili con conseguente compromissione del progetto globale da realizzare", sottolinea il gip.

"Nel medesimo contesto, De Vito assicura che provvederà a parlare dell'operazione con il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale Paolo Ferrara così da avere dalla loro parte la maggioranza consiliare e con l'assessore Daniele Frongia", si legge ancora.

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