"Con le elezioni spenderò qualche soldo", così Parnasi sosteneva il mondo della politica

Gli episodi di corruzione cominciarono ad inizio 2017 quando si aprì la trattativa sulla riduzione delle cubature

Luca Parnasi

L'inchiesta sullo stadio dell'As Roma è nata da un'intercettazione compiuta nell'ambito del procedimento su Marra e Scarpellini. Lo ha reso noto il procuratore aggiunto Paolo Ielo in un  incontro con la stampa tenutosi nella Procura di Roma. Arrestati e indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, finanziamento illecito, false fatture e traffico di influenze.

Parnasi motore del sistema di corruzione 

"Dalle intercettazioni - ha spiegato Ielo - emerge il forte interesse di Parnasi a finanziare il mondo politico, ma non tutti questi  finanziamenti sono illeciti - ha sottolineato il Procuratore Aggiunto - e proprio su questo fronte proseguono le indagini". Il motore del  sistema di corruzione era Parnasi, arrestato questa mattina a Milano, che ha potuto contare su Luca Lanzalone, nella sua veste di consulente 'di fatto' per il Campidoglio nella vicenda sullo stadio della Roma. Non a caso, gli episodi di corruzione cominciano proprio a inizio 2017 quando si apre la trattativa sulla riduzione delle cubature.

Le intercettazioni ambientali 

"Adesso non mi costa molto...una volta non hai idea". Affermava Luca Parnasi in una intercettazione ambientale riportata nell'ordinanza di custodia cautelare di 288 pagine dell'inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. Il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo parla di una corruzione di tipo sistemico e una di tipo pulviscolare. "E' un investimento che io  devo fare - dice Parnasi nelle intercettazioni - molto moderato rispetto quanto facevo in passato, quando ho speso cifre che neanche te lo racconto. Adesso ci sono le elezioni e io spenderò qualche soldo ma la sostanza è che ora la mia forza è che alzo il telefono...". 

Il sistema di corruzione messo in atto dal gruppo Parnasi 

La corruzione messa in atto dal gruppo Parnasi consisteva in soldi in contanti, fatture per operazioni inesistenti ma anche promesse di assunzioni, incarichi e consulenze per politici e funzionari pubblici. In particolare, all'avvocato Luca Lanzalone, presidente di Acea ora ai domiciliari, erano state promesse consulenze per il suo studio legale pari a circa 100 mila euro oltre all'interessamento nella ricerca di  una casa e di uno studio nella Capitale. 

Assunzione del figlio di Michele Civita 

All'ex assessore regionale del Pd, Michele Civita, Parnasi aveva promesso l'assunzione del figlio in una delle società del gruppo mentre al vicepresidente della Consiglio Regionale, Adriano Palozzi, sono state erogate fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro. Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio, aveva invece ottenuto da Parnasi un progetto per il restyling del lungomare di Ostia.

Sostegno a candidatura Lombardi per avere favori dal M5s

Per "ottenere i favori del mondo 5 Stelle" l'imprenditore Luca Parnasi avviò "l'attività di promozione in favore del candidato alla Regione Roberta Lombardi". Scrive il Gip Maria Paola Tommaselli nell'ordinanza di custodia sull'inchiesta sullo stadio della Roma. Obiettivo era "rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito - si legge - che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell'ambito dell'amministrazione capitolina, svolgono un ben preciso ruolo nell'approvazione nel progetto dello stadio, e crea i presupposti per lo sviluppo di ulteriori progetti imprenditoriali, essendo la Lombardi, oltre che candidata alla Regione, personaggio di spicco dei 5 Stelle a livello nazionale e quindi destinata, in ipotesi di un  successo elettorale della sua compagine nelle elezioni politiche a ricoprire ruoli decisionali nel nuovo assetto che si determinerà 
all'esito del voto
".

Restyling del lungomare di Ostia 

Quanto al capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, nell'ordinanza si legge: "Non può non essere evidenziato come anche tale richiesta risponda, così come quella di elaborazione di un progetto di resyling del lungomare di Ostia, all'esigenza di guadagnarsi consenso e credibilità, seppure non nei confronti degli elettori, ma all'interno del Movimento".

Roberta Lombardi su Facebook 

Roberta Lombardi ha poi spiegano in una diretta facebook la sua posizione: "Ho incontrato Parnasi una sola volta presso la Camera dei Deputati, dove ho preteso che questa persona venisse registrate perchè istituzionalmente ogni giorno incontro più person, e perchè non c'è mai stato nessun contatto ulteriore con questa persona. Mi ha parlato della sua attività, mi ha parlato del progetto dello stadio della Roma, di quello che sono i suoi progetti futuri per la sua attività imprenditoriale e l'incontro si è concluso qui. Nessun seguito, nessun fattivo contributo, nessun incontro successivo, nessuna successiva telefonata, io non possiedo nemmeno il numero di telefono di questa persona". 

Rispettabilità ed onorabilità

"E ci tengo a fare questo chiarimento - ha proseguito la consigliera regionale - prima di tutto a livello personale perchè non posso permettere che nessun dubbio venga adombrato sulla mia rispettabilità e sulla mia onorabilità e sulla trasparenza del mio agire politico. E poi perchè io faccio parte del MoVimento 5 Stelle, e mi auguro che la magistratura faccia la sua attività (...) perchè purtroppo anche un esponente politico del M5s è stato coinvolto in questa inchiesta, il nostro capogruppo in consiglio comunale Paolo Ferrara. Ci auguriamo di cuore che la magistratura faccia la sua celere operazione di verità giudiziaria, così come M5s io farò di tutto perchè le eventuali responsabilità politiche vengano accertate. Perchè noi siamo il M5s e non sottrarci a quella che è anche una responsabilità politica è la vera cifra distintiva tra noi e gli altri".

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