Sanità, i sindacati: "Ares 118 ha ritirato affidamento esterno dei servizi delle ambulanze"

Lo comunicano con una nota Cgil, Cisl e Uil dopo un incontro all'assessorato alla Sanità

Passo indietro sull'esternalizzazione dei servizi di soccorso da parte di Ares 118 (Azienda Regionale Emergenza Sanitaria). La decisione era stata assunta con una delibera emessa dall'azienda il 30 dicembre 2019 con la quale si affidava alle onlus 116 postazioni di Ares 118. Questa mattina si è tenuto un incontro con i sindacati presso l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio: "Cgil Cisl e Uil hanno chiesto e ottenuto la revoca della delibera", annunciano in una nota Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.

Il provvedimento, spiegano "rischiava di lasciare a casa i lavoratori contrattualizzati che oggi vi operano". I sindacati hanno sollevato "vizi di merito e di forma: l'emergenza sanitaria territoriale è un servizio pubblico che deve rimanere all'interno di Ares 118. Un punto imprescindibile su cui si fondano gli accordi sottoscritti con Regione Lazio e la stessa Ares a maggio dello scorso anno e dal quale la stessa Regione ha convenuto di non dover arretrare", scrivono i sindacalisti.

L'accordo siglato pochi mesi fa "prevede non solo il potenziamento dell'organico e delle dotazioni strumentali, ma anche la reinternalizzazione della parte di servizi affidata all'esterno attraverso gare pubbliche. Ora chiediamo un incontro urgente alla Regione per verificarne lo stato di attuazione. E' un accordo di prospettiva, per il rilancio della rete dei servizi pubblici di emergenza, sulla cui attuazione è fondamentale andare avanti, in un percorso condiviso e senza nessun cambio di passo", concludono i segretari generali.

Nei giorni scorsi anche l'Unione Lavoratori Sanità Roma e Lazio aveva denunciato gli effetti della delibera assunta da Ares 118: "Riteniamo assurdo che per garantire i LEA dell’emergenza in area extra ospedaliera si faccia per l’ennesima volta ricorso ad affidamenti in convenzione della durata triennale dal costo di quasi 42 milioni di euro l’anno, soldi pagati dai cittadini della Regione Lazio, e non si vada invece nella direzione di modelli socio-lavorativi di internalizzazione e gestione diretta del Servizio Sanitario pubblico".

La notizia è stata commentata anche da Giancarlo Righini, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d'Italia: "Sosterremo in Consiglio Regionale la proposta internalizzare nuovamente il servizio 118, a salvaguardia delle professionalità e delle competenze acquisite dal personale che opera ogni giorno nel servizio di emergenza extra ospedaliera, e a garanzia di una migliore qualità dell'assistenza prestata ai cittadini". 

Commenta anche il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio Orlando Angelo Tripodi: ''Dov'è l'internalizzazione dei precari dell'Ares 118, personale professionale che lavora tra mille difficoltà e garantisce il servizio di urgenza-emergenza? L'Ares 118 lamenta da tempo il blocco delle assunzioni legato al commissariamento della Sanità, la cui fine doveva avvenire il 31 dicembre 2018, ma fa l'esatto contrario cercando autisti che non abbiano mai guidato un'ambulanza o spalancando le porte al volontariato!'. Continua la nota: "Il dato è tratto: Nicola Zingaretti e l'assessore Alessio D'Amato si riempiono la bocca sull'internalizzazione, tacendo su bandi - in linea con molti sindacalisti - che prendono un'altra direzione e che non tutelano i diritti dei lavoratori. Zingaretti e il direttore generale dell'Ares 118 dovrebbero ascoltare le problematiche dei precari". 

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