Liberazione, l'Anpi plaude a Virginia Raggi: "Siamo fieri di questa sindaca"

Il sostegno pubblico alla sindaca arriva dall'Associazione nazionale partigiani italiani, che ricordano i fatti di Casal Bruciato: "Ha avuto coraggio"

L'Anpi in Consiglio comunale

"Siamo contenti di consegnare questa targa che riporta la motivazione della medaglia d'oro alla città di Roma per la Resistenza a questa sindaca". E' il sostegno pubblico dell'Associazione nazionale partigiani italiani a Virginia Raggi durante la cerimonia per il 75esimo anniversario dalla Liberazione di Roma. L'Anpi ricorda "il gesto di Casal Bruciato", quando Raggi "ha mostrato il suo coraggio sfidando la contestazione di un gruppo di fascisti contro una famiglia italiana di origine rom, la cui casa era stata accerchiata. Siamo fieri che la sindaca si sia resa protagonista di questo gesto".

Questa mattina Raggi ha deposto una corona di fiori a porta San Paolo in occasione del 75esimo anniversario della Liberazione della città da parte delle truppe alleate. Per la prima cittadina della Capitale, accompagnata dalla consigliera della Regione Lazio Marta Bonafoni, anche un minuto di raccoglimento ai piedi della targa che ricorda la Resistenza romana negli anni dell'occupazione nazifascista, e strette di mano ai rappresentanti dell'Anpi, dell'Anfim, e delle forze dell'ordine presenti. 

"Oggi - ha detto la sindaca - commemoriamo la liberazione di Roma ricordando tutte le persone che hanno perso la vita per darci la Repubblica democratica come la conosciamo noi oggi. Una Repubblica fondata sulla Costituzione, con regole ed è questo che noi dobbiamo continuare a ricordare e difendere ogni giorno con la nostra azione, soprattutto noi istituzioni". Al termine della cerimonia a Porta San Paolo, Raggi ha deposto una seconda corona anche a via San Pietro in Carcere alle pendici del Campidoglio.

Durante la cerimonia, la sindaca ha ricordato anche i fatti di Torre Maura, quando un gruppo di cittadini appoggiati dalle forze di estrema destra, si sono rivoltati contro le famiglie rom trasferite in un nuovo centro di accoglienza. "Ricordare serve affinchè tutto quello che è stato non accada mai più. Ancora oggi non possiamo dimenticare quando vediamo i diritti negati, quando vediamo calpestare il pane perché sappiamo qual è la conseguenza quando a prevalere è la legge del più forte e non quella del diritto". 

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